XIX giornata della memoria delle vittime delle mafie

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Sono giornate intense queste di inizio primavera 2014. Il 22 marzo a Latina si è svolta la “XIX giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” organizzata dall’associazione Libera. Al corteo hanno partecipato 100 mila persone, sfilando per le strade della città. In testa al corteo don Luigi Ciotti, che lotta da anni al fianco delle persone impegnate nella lotta contro le mafie.

A Latina, città scelta per questa manifestazione, si ricordano che ci sono state 900 vittime della mafia, ma don Ciotti ha spiegato che nelle città, ci sono tantissime persone buone e oneste e che il territorio dell’Agro Pontino, dove si è svolta la manifestazione, non deve aver paura, ma non deve nemmeno essere lasciato solo.

Siamo sicuri che le infiltrazioni economiche e politiche delle organizzazioni malavitose sono presenti in tutto il territorio italiano, non solo a Latina, in Sicilia, in Campania, non sono fenomeni solo del Sud, ma di tutta Italia che possono essere contrastati.

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Non bastano le forze dell’ordine, ha continuato a spiegare alla folla intervenuta da tutta Italia e con una forte presenza di giovani, ma occorre contrastarla da parte dello Stato, con una politica sociale adeguata, con soluzioni reali al problema delle case, della povertà che sono i punti in cui possono far leva proprio chi comanda queste organizzazioni.

Don Ciotti non si è tenuto nulla e ha attaccato tutti, anche sull’argomento dei rifiuti e sulle parole espresse da Schiavone in televisione affermando: “si sapeva da vent’anni, mi sono stupito di chi si è stupito. Boschin vedeva tutto questo dalla sua finestra e della sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c’è strage in Italia di cui si conosca la verità”.

Un appello alla conversione dei malavitosi è stato rivolto anche da papa Francesco che ha rivolto un appello alla conversione e al pentimento e ha incontrato i familiari delle vittime della mafia.

Alla manifestazione hanno partecipato anche Pietro Grasso, presidente del Senato e Andrea Orlando Ministro della Giustizia.

Don Ciotti ha chiesto che per decreto la giornata del 21 marzo sia dedicata alla memoria delle vittime delle mafie e che dopo tanti anni non è possibile trovare ancora alibi.

Pietro Grasso ha aggiunto che “Ci sono poi iniziative governative perché la lotta alla criminalità è una priorità per il Governo”, mentre il Ministro della Giustizia ha aggiunto: “La risposta più urgente che possiamo dare è un rafforzamento degli strumenti per il contrasto alla criminalità economica, al potere economico delle mafie. Stiamo lavorando per dare a breve risposte in questo senso

Intanto possiamo ricordare che anche nel lontano 1993, il 9 maggio, quando, dinanzi ad una folla immensa papa Giovanni Paolo II si scagliò contro le mafie, chiedendo ai responsabili di convertirsi.

Dopo tutti quegli anni, dopo le numerose stragi, i colpevoli, la volontà di giudici e cittadini di cambiare le cose, non abbiamo ancora il reale sostegno delle istituzioni alle strategie di chi, contro le mafie lotta ogni giorno.

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