Al via la nuova stagione del teatro Kopò

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Francesca Epifani - Foto da web
Francesca Epifani – Foto da web

Il teatro Kopò di Roma, zona Quadrato, compie un anno e presenta la nuova stagione e le sue tante novità in campo artistico. Presentata dal direttore artistico Francesca Epifani, la prima novità del teatro è quella di aver messo in cartellone 10 spettacoli che il teatro stesso seguirà in tutte le sue fasi. Una scelta di impegno riversata anche sulla volontà di puntare al teatro contemporaneo e sociale, come viene evidenziato dai vari spettacoli in cartellone.

Inoltre il Kopò, giovane teatro tra i giovani, come lo sono i suoi responsabili, ha inaugurato anche una campagna abbonamenti che si avvale di tre video girati a Roma. Il primo, tutto un programma, s’intitola “Lasciatevi rapire dal teatro” ed è visibile su YouTube.

A dare il via alla stagione 2014/2015 “La casa vittoriana degli spettri”, una commedia gotica, ispirata al romanzo “I fantasmi della vita” del giovane Cristian Precamedi Conte, di seguito “L’amante” di Pinter. Quindi sarà la volta di uno spettacolo comico ma impegnativo, visto che prende il via da un’inchiesta durata due anni: “Miles Gloriosus: ovvero morire di uranio impoverito” con Antonello Taurino.

La stessa Francesca confessa, poi, di aver partecipato come giurata al Roma Fringe Festival e di aver individuato alcuni spettacoli che l’hanno colpita e dei quali è andata alla ricerca. In cartellone ritroviamo, quindi, il vincitore del premio come miglior attore Silvio Barbiero con “Groppi d’amore nella scuraglia”. Si prosegue con uno studio su William Shakespeare e sull’Otello, nel “Dov’è Desdemona”, per raccontare in maniera a volte comica, la tragica vicenda del terremoto dell’Irpinia in “Il fulmine nella terra – Irpinia 1980”. Successivamente uno spettacolo che cerca di comprendere i conflitti interni dell’uomo “Un cervello in due”, per arrivare ad una commedia musicale che ha avuto successo già l’anno precedente, portata in scena da Elisabetta TulliLa storia de Giulietto e della mano in Chiesa”.

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Concluderanno il cartellone “Resistenza Outbound” che con ironia ci farà riscoprire valori che crediamo dimenticati, per finire con “Come del resto alla fine di un viaggio”, liberamente ispirato ad un libro di Primo Levi, in cui un narratore, in vita da 166 anni, racconta le sue avventure.

Ma il teatro Kopò non si ferma solo agli spettacoli in cartellone. In programma, infatti, anche una serie di spettacoli divertenti, contemporanei e a tema sociale. La formula con la quale sarà possibile vedere gli spettacoli, aumenta anche per i giorni, non più solo nel week end, ma cominciando le rappresentazioni dal giovedì e, in alcuni casi, anche con doppio spettacolo la domenica, al cui serale si affianca per molti, una pomeridiana.

Completano il tutto i corsi di recitazione, mostre e serate musicali, per accompagnare la vita artistica di un quartiere che per molto tempo è rimasto senza un teatro.

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