Schifosi, testo impegnato al teatro Ar.Ma

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Schifosi – L’orchestra vuota liberamente ispirato all’opera omnia di David Foster Wallace. Interpretato da Luca Iervolino diretto da Rosario Sparno è lo spettacolo di apertura della nuova stagione di Ar.Ma Teatro, andato in scena fino al 9 ottobre.

Lo spettacolo inizia con una canzone classica di Gianna Nannini “Amami ancora”, che dal prologo offre l’ingresso ai tre capitoli che raccontano di rapporti familiari dove l’amore dovrebbe essere il sentimenti che prevale su tutto e tutti, ma non sempre è così.

Si prendono in esame tre figure di una famiglia, cominciando da una madre che risponde alle domande di suo figlio. Il rapporto tra i due, da parte della madre, è basato sulle paure che ella esprime nei confronti di sé stessa e delle cose che la circondano mentre le stesse si proiettano verso il suo bambino. La madre ha verso suo figlio anche pretese esagerate scaturiti in scontri che li vedono protagonisti, ma sempre accompagnati dall’amore di una mamma che perdona tutto, tanto che il figlio arriva a pensare che più sarà cattivo più la madre lo amerà. Ma l’epilogo della madre si conclude con una scena drammatica e infelice.

Anche il padre ormai anziano descrive questo rapporto tra lui, sua moglie e il figlio. Un amore difficile costellato di invidia nei confronti del nuovo arrivato che attira tutte le attenzioni della madre e che lei giustifica incondizionatamente. Una follia, una lotta continua verso un figlio del quale legge nelle righe la cattiveria, intravedendo un carattere psicopatico, un tratto che nessuno vede, nemmeno gli insegnanti, figurarsi la moglie e la figlia.

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E poi c’è il figlio, il protagonista della coppia, colui che ha cambiato le vite di una famiglia. Lui, adulto, ha una sua famiglia, la moglie, dalla quale cerca di separarsi perché stufo e cerca altro, la figlia, verso la quale fa un discorso duro sulla violenza sulle donne, giustificandola. Il suo è un personaggio che sfocia in un essere proteso alla perversione, o meglio, al controllo totale delle persone e alla giustificazione del male sulle donne.

Un testo intenso, emozionante, ricco di spunti di riflessione, ma anche di ricerca interiore. Una visione dura della vita familiare, delle aspettative e della perversione che può nascondersi in un rapporto. Forte è anche il sentimento di rabbia che prevarica su tutti gli altri in ogni rapporto.

L’amore, ma anche la finzione dell’amore, l’invidia e l’odio, riempiono questo testo e i personaggi portati tutti in scena da un unico attore, Luca Iervolino risplendono di una forte veridicità. Iervolino è così immedesimato che dal palco si sentono forti le note e le sfumature dei personaggi, mentre il pubblico assorto, viene rapito da sensazioni ed emozioni. In alcuni tratti, mentre impersona l’anziano padre, sembra di vedere sul palco tratti di Edoardo de Filippo.

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