Sabato al NOpS Festival presso l’Ex Mercato di Torre Spaccata di Roma

In NOpS Festival 2018

Sabato 30 giugno ore 20.30
TRASH. Disinfettato, sterilizzato, asettico | Sezione Autori
di Margherita Ortolani
regia
Ilaria Manocchio
con
Chiara Acaccia, Ilaria Manocchio e Valerio Riondino
Nogu Teatro

Il momento del lutto più doloroso ed inconcepibile, la perdita della “mamma”, fa riemergere tutti i non detti in una famiglia che si riunisce in attesa di una possibile eredità e si ritrova chiusa in trappola. TRASH, attraverso un linguaggio iperrealista che gioca sull’accumulo e sul superfluo per sfibrare il dettaglio, attiva il 23bisturi sull’elemento primo dell’universo occidentale-cattolico-apostolico-romano: “la famiglia”, monade capace di inglobare il diverso esclusivamente come elemento di scarto. Il love pact lasciato da mammina, come conditio sine qua non per accedere all’eredità, scoperchia un immondezzaio di egoismi, in cui il ribaltamento tra vittima e carnefice è costante e mai definitivo.

JUST… A STEP BACK | Anteprima
di e con Eleonora Marrone, Giulia Pennati, Ylenia Dimauro e Francesco Giuliani
De.MoS Dance Co. | Associazione Culturale Erasmo da Rotterdam

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Il compositore e musicista Jazz di nome Frank, ispirato dalla figura di Frank Sinatra, nel cercare lavoro con la propria musica, arriva in una città chiamata “Sound Town”. Durante la sua ricerca Frank trova all’interno di vari locali, dove tenta di conseguire un’occupazione lavorativa, delle personalità decisamente bizzarre: nel primo locale infatti incontra un pagliaccio, la cui idea di show corrisponde nel proporre al pubblico uno spettacolo che faccia ridere le persone e nulla di più. In un secondo locale dove trova delle ballerine da “club” che gli mostrano il loro punto di vista del divertimento: lo “sballo” fine a se stesso. Rimanendo sempre più perplesso, prova un terzo (ed ultimo) locale dove incontra un uomo convinto che il successo di uno show dipende dal sorprendere le persone tramite virtuosismi: chi è sul palco deve sapere fare più cose contemporaneamente, ad esempio suonare un flauto mentre dipinge, ballare mentre fa delle bolle di sapone etc. Frank, sconcertato ed affranto, scappa anche da questo locale completamente svuotato di ogni speranza, idea e stimolo che possano portarlo a continuare nella sua missione di trovare un ingaggio. Vagabondando per la città, si dirige verso un parco dove si siede su una panchina per riflettere su quanto appena accaduto. Di lì a poco, complice la stanchezza, cade addormentato e comincia a sognare. Compare un individuo che cattura l’attenzione di Frank e che lo convince a seguirlo in un mondo molto diverso da quello appena abbandonato.

MAGNUM OPUS | Anteprima
di e con Marco Bartolini, Johan Tirado, Alessandra Panzone, Alessandra Francolini
e con il Collettivo sonoro Rêvêr
Teatro del Mantice

“Magnum Opus” è un progetto di teatro fisico diviso in quadri grotteschi e tragicomici.  Percorriamo un viaggio simbolico ispirato all’alchimia tradizionale, passando dalle fasi di nigredo (la decomposizione della materia), albedo (la purificazione della mente) e rubedo (la sublimazione dello spirito) per quanto concerne l’anima mundi della società nella quale viviamo. Vedremo come siamo resi schiavi dai sistemi di comunicazione, dalla religione, dalla pubblicità e cosa siamo disposti a fare al resto del mondo e dell’umanità per ciò in cui pensiamo di credere. Tutto senza perdere la semplicità del linguaggio del clown e la grande comunicabilità del teatro fisico. Il lavoro prende spunto dalle performance wayang tipiche della cultura giavanese, dove un burattinaio (il dalang) intrattiene la folla con le ombre proiettate dalle sue marionette: allo stesso modo certe istituzioni del mondo occidentale sembrano agitare ombre di fronte ai nostri occhi, alleviando il peso della realtà con un inganno. Gli attori ricoprono il ruolo dei punokawan, quasi analogo dello zanni della commedia dell’arte: i servi dell’eroe, che con i loro buffi scherzi lo guidano lungo la sua storia. Le musiche sono state composte dal collettivo sonoro Rêvêr che le ha create appositamente per questo progetto e che possono anche essere arrangiate dal vivo durante il corso dello spettacolo. Questo progetto non ha l’arroganza di dare una risposta o un seguito a certi quesiti comuni alla cultura del complottismo: intende bensì evidenziare le contraddizioni della società, individuando le varie schiavitù alle quali siamo sottoposti e che imponiamo a chi ci circonda.

 

ANANKASTICO68 – L’UOMOSERVER | Estratto

di e con Pasquale Faraco e Marin De Battè (Batiè)

regia di Batiè

luci, sonoro, oggetti di scena e video di Dragan Miladinovic

da un’idea di Pasquale Faraco, Dragan Miladinovic e Paolo Schena
Massa a Fuoco

 

Anancastico68 è il nickname di Nico Ankatas che lavora per l’Ananke, società finanziaria a livello globale. Il suo cervello è perennemente collegato alla rete e opera miliardi calcoli in continuazione: compravendita azioni, bitcoin, previsioni, calcolo di influsso di guerre e colpi di stato sugli indici di borsa…: perché il cervello umano è sempre più potente di qualunque computer. Egli vive 20 ore connesso attraverso una benda-corona sugli occhi e tutta la sua vita è funzionale alla sua attività. In cambio egli ottiene solo il godimento di essere collegato e di passare da una connessione all’altra, da un link all’altro, da un’informazione all’altra. L’unica presenza umana è Giulio, assistente, badante, infermiere … o cane che guida un cieco. O addirittura un cieco che guida un altro cieco? I due pur frequentandosi in realtà non si conoscono e ripetono di continuo le stesse dinamiche e azioni, finché a poco a poco, i ricordi della vita di prima si insinuano nel cervello di Nico (forse sollecitati da Giulio) e Giulio nello stesso tempo dimostra sempre più la sua voglia di prendere il posto dell'(ormai) mitico Anankastico68… Forse è venuto il momento di aggiornare il maestro. Tra scontri verbali, deliri semipsicotici, connessioni continue, nostalgia del passato, i due a poco a poco iniziano anche a sperimentare una forma di rapporto per loro inusitata che va oltre la competitività e la routine: un’ancestrale forma di relazione umana che sopravvive anche in un mondo dove ormai il virtuale è dominante e le nostre vite sfruttate con il nostro consenso. Forse.

Da giovedì 28 a sabato 30 giugno
FESTIVAL | SEZIONE ANTEPRIME E SEZIONE AUTORI*
Ex Mercato di Torre Spaccata (via Filippo Tacconi, 11)

Ogni serata sarà composta da 3 o 4 lavori di massimo 20 minuti. Primi studi o estratti di spettacoli completi non ancora prodotti, preparati in residenza all’Ex Mercato nel mese precedente.

* Brani messi in scena da Nogu Teatro per la SEZIONE AUTORI.

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