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Roma Fringe Festival 2017 prima settimana

In Eventi in Teatro, Roma Fringe Festival 2017

ROMA FRINGE FESTIVAL 2017
VI Edizione

PROGRAMMA

26 agosto – 17 settembre
Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115. Dalle 19.30 a mezzanotte

PRIMA SETTIMANA: 27 AGOSTO – 1 SETTEMBRE

Sic transit gloria mundi
Ippogrifo Produzioni
Scritto e diretto da Alberto Rizzi
Monologo fanta-storiografico
Palco A: 22.30 domenica 27 agosto, 19.30 lunedì 28 agosto, 22.30 martedì 29 agosto

Vincitore secondo premio, festival delle resistenze teatrali. Museo Cervi 2016 vincitore assoluto, teatro. Voce della società giovanile, endas 2016. SIC TRANSIT GLORIA MUNDI ovvero la storia inventatissima della prima donna che sarà eletta papa. Un monologo fanta-storiografico che immagina come in un futuro possibile, benchè poco probabile, sul soglio di Pietro salga una DONNA.

Una potente e immaginifica riflessione sul ruolo della donna nella chiesa cattolica. Non solo per parlare dell’esclusione delle donne dal sacerdozio, ma più in generale per analizzare le ragioni storiche, teologiche e religiose della sudditanza della donna all’uomo nella chiesa e nel cattolicesimo laico.

Tre sono i pilastri dello spettacolo: il ruolo della donna nel passato della chiesa, la biografia inventata della prima papessa e infine una storia alternativa e possibile della chiesa attraverso le donne. Critica surreale ed estrema al maschilismo della chiesa e quindi al maschilismo del mondo laico. Si uscirà dallo spettacolo spiazzati e storditi domandosi davvero “in fondo perché è tanto bizzarro immaginare una donna papa?” 

 

Alfredino – l’italia in fondo a un pozzo

EFFETTO MORGANA (Bologna)
da un’idea di Fabio Banfo e Serena Piazza
regia di Serena Piazza
Teatro Civile
Palco B: 21.00 domenica 27 agosto, Palco C: 21.00 lunedì 28 agosto, Palco B: 21.00 martedì 29 agosto

Lo spettacolo è il racconto della tragica vicenda del piccolo Alfredo Rampi, precipitato il 10 giugno 1981 in un pozzo artesiano di 80 metri nelle campagne di Vermicino, e dei disperati tentativi di salvarlo nei tre giorni successivi. Una storia che ha sconvolto l’intero Paese con la prima diretta televisiva non stop a reti unificate a coprire un caso di cronaca, un evento mediatico che doveva documentare una storia a lieto fine e che alla fine si è trasformato in uno shock collettivo nazionale.

Una storia che assomiglia a mille altre storie italiane, fatta di improvvisazione, coraggio, approssimazione, conflitti tra poteri, eroismo, politica, cialtroneria, vanità, altruismo, e che ha visto come protagonisti nani, acrobati, volontari, mezzibusti, politici… come se quel pozzo avesse avuto il potere di risucchiare in un gorgo tutto il Paese per poi risputarlo fuori sempre uguale a se stesso, eppure per sempre mutato. Per molti dei commentatori dell’epoca quell’evento segnò un punto di non ritorno, una svolta nel modo di fare informazione. In quegli anni nasceva la Tv privata. Si realizzava quel mutamento antropologico che Pasolini (morto lo stesso anno in cui nasceva Alfredino) aveva profetizzato.

 

Ci chiamarono tutti Alda
COUP DE THEATRE (Latina)
di Fabio Appetito
regia di Marco Guadagno
Monologo
Palco C: 21.00 domenica 27 agosto, Palco B: 21.00 lunedì 28 agosto, Palco C: 21.00 martedì 29 agosto

“Ci chiamarono tutti Alda” è un monologo teatrale scritto Fabio Appetito, fondatore del collettivo Cardiopoetica. Lo scrittore, dopo una tesi su Alda Merini – con la quale ha vinto il Premio Internazionale Alda Merini nel 2016 –, ha tentato di tracciare un contorno vivido di uno dei momenti più dolorosi della poetessa dei Navigli, momento che coincide con l’internamento in manicomio.
Il monologo alterna momenti di lucidità e di pazzia e si muove in un tempo e in uno spazio altro, come se il ricordo e il dato presente si sovrapponessero fino a confondersi. L’esperienza manicomiale diventa dunque un pretesto per parlare della vita, dell’amore, della speranza che riguarda tutti noi e che ci ricorda che, come scrisse la Merini, “se si vuole vivere più volte, bisogna morire più volte”. Ci chiamarono tutti Alda è un testo dunque che ha l’intenzione, prima di tutto, di rimette al centro la poesia. La poesia scritta ma anche quella vissuta, scontata, maltrattata, tediata e spesso buttata nel dimenticatoio del quotidiano. La protagonista del monologo non è strettamente Alda Merini, o meglio, non soltanto: a essere protagoniste sono tutte le donne che si immedesimano in un abuso, una violenza, una sconfitta, un dolore. Eppure, gli aspetti narrati e biografici presenti nel testo, per chi conosce la poetessa, coincidono quasi perfettamente con la sua vita. Una voce intenzionata a sommarsi a quella di milioni di altre voci. Farsi chiamare tutti con lo stesso nome, farsi chiamare tutti “Alda” non è soltanto un invito, è un monito, un tentativo di spezzare quel confine labile tra finzione teatrale e realtà e lasciarci convincere tutti che anche il più inconcepibile dei dolori ha una motivazione ben precisa. Lo spettacolo è interpretato dall’attrice Giulia Santilli, diplomatasi presso l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’amico, che si muove dentro una scenografia essenziale a ritmo di musiche nostalgiche e penetranti. La regia è curata dall’attore e doppiatore Marco Guadagno. La produzione di Pino Insegno.

 

Shhh non lo dire a nessuno
di Ludovica Bei (Roma)
regia di Ludovica Bei
Fiaba moderna
Palco A: 21.00 domenica 27 agosto, 19.30 lunedì 28 agosto, 21.00 martedì 29 agosto

Shhh non lo dire a nessuno è la fiaba distorta di una principessa moderna, come suggerisce il sottotitolo. Un anno; il 1990. nasce la principessa della nostra fiaba. Nello stesso anno si giocano i Mondiali, vince la Germania dell’Ovest.
In questa fiaba distorta la principessa è risentita per il modo in cui è stata organizzata la sua storia e chiede spiegazioni circa alcune scelte prese.
Si sviluppa un “dialogo” a senso unico, surreale e ironico, che riflette in maniera critica e sarcastica sull’attuale stato delle cose. A confronto i ragazzi degli anni 90’ con la generazione dei padri e delle madri cercando di capire, con l’occhio ingenuo che solo una principessa della Disney può avere, quanto questa continua evoluzione li stia sostenendo o comprimendo.
A far da guida una bambina normale con la sua famiglia, le sue credenze, le prime volte, le rivelazioni. Attraverso sfide, prove, antagonisti cattivi, mostri, formule magiche, l’eroina della pièce attraverserà con coraggio gli ultimi anni del ‘900.Come ogni Principessa che si rispetti, ad accompagnarla nel suo viaggio, il fidato Aiutante Magico cantautore Nico Maraja, che non solo sosterrà e aiuterà la protagonista ma l’ammonirà, impersonando la voce della coscienza che cerca di orientare le scelte della principessa. Sarà anche il musicista che renderà l’atmosfera incantevole, con canzoni anni 90’ e musiche originali.

 

IL GIGANTE EGOISTA
Cattivi Maestri (Savona)
Regia di Antonio Tancredi 
Commedia 
Palco C: 19.30 domenica 27 agosto, Palco A: 22.30 lunedì 28 agosto, Palco A: 22.30 martedì 29 agosto

“Un tempo, un tempo molto lontano abitava la terra il popolo dei giganti” ma siamo proprio sicuri che i giganti non esistano più? Il nostro è un gigante speciale, egoista, che ama il suo giardino sopra ogni cosa e non sopporta che qualcuno lo possa rovinare. Ma vivere significa usare, scalfire e a volte sciupare. Il nostro gigante si accorge che la solitudine è gelo, che i bambini sono calore e che se desideri che i tuoi fiori sboccino devi permettergli di essere accarezzati e, a volte, calpestati. Il nostro gigante capisce tutto questo grazie all’amore dei bambini, che desiderano essere ascoltati da lui, amano giocare insieme a lui, lo cercano, si affezionano e non lo lasciano mai in pace, come fanno tutti i bambini del mondo con i loro giganti.
Due attrici/narratrici attraverso l’utilizzo di pupazzi e oggetti ci racconteranno una delle storie più emozionanti di Oscar Wilde con la leggerezza di due vagabondi che il tempo porta in giro. Le musiche sono sono state composte e suonate al piano da Claudia Pisani, la scenografia di Valentina Albino crea oggetti magici e trasformisti, la regia di Antonio Tancredi mette in luce la poesia che ha reso questa favola eterna.

 

Io Amo il mio Lavoro
Magdeleine G. Gassino T.se (Torino)
di Marianna Gioconda Rotella e Tommaso Massimo Rotella 
Monologo
Palco A: 19.30 domenica 27 agosto, Palco C: 22.30 lunedì 28 agosto, Palco A: 19.30 martedì 29 agosto

Se vi chiedessero della morte? Ma chi, mai, vorrebbe parlare di morte? Una storia in bilico tra razionalità, follia e dissacrante ironia. Una trama che scorre lineare, su quella soglia che ogni essere umano possiede, varcata la quale… Guglielmo Paonessa, per mestiere guida il carro funebre ed è un eccellente lavoratore, il migliore, nel suo campo. 

 

Anche voi siete qui per…
Angelo Callerame (Monterotondo)
regia di Angelo Callerame 
Commedia 
Palco B: 19.30 domenica 27 agosto, Palco A: 21.00 lunedì 28 agosto, Palco B: 19.30 martedì 29 agosto

Angelo, un giovane ragazzo di 28 anni, si trova nella sala d’aspetto di un’importante azienda di comunicazione, è in attesa di svolgere l’ennesimo colloquio di lavoro. Sarà proprio qui che si renderà conto che, purtroppo, ormai, non basta più avere un buon curriculum ed importanti esperienze lavorative, ma bisogna anche saper scegliere il giusto abito, la pettinatura più consona, le parole giuste da dire e, forse, possedere anche qualche abilità “particolare”…

 

Voglio vedere una balena
Teatro Peregrino Roma Giovanni Avolio Giovanni Avolio
Monologo
Palco C: 22.30 domenica 27 agosto, Palco C: 19.30 lunedì 28 agosto, Palco C: 22.30 martedì 29 agosto

Ismaele è un uomo comune con una vita semplice. Amante di scatole dentro cui raccoglie oggetti e cianfrusaglie. Attraverso di questi ci racconta la sua storia. Ma quando perde ogni cosa avviene una cosa straordinaria: trova un biglietto per un viaggio: alla ricerca della sua balena bianca.

 

I Parenti di Averroè
Progetto Aliremote (Prato)
di Elisa Romagnani e Giulia Aiazzi
Performance art
Palco B: 21.00 mercoledì 30 agosto, Palco C: 21.00 giovedì 31 agosto, Palco B: 21.00 venerdì 1 settembre

I parenti di Averroè è una parodia bonariamente perfida sull’incomprensibile e assurdo garbuglio concettuale che caratterizza talvolta alcune rappresentazioni del teatro danza contemporaneo e che rende lo spettacolo una semplicistica somma di “teatro+danza”, in cui il legame tra l’attore che parla e il danzatore che si muove sparisce davanti agli occhi dello spettatore comune.
Capita sempre più spesso di assistere a performance che finiscono involontariamente per suscitare l’ilarità più sfrenata dello spettatore medio che difficilmente possiede i requisiti necessari per comprendere pienamente il pensiero dell’autore. Il pubblico si trova ad uscire dal teatro inesperto e ignorante, violentato da una presunta poetica dell’artista, chiedendosi di fatto se quest’ultima esista davvero o sia soltanto il malefico intento dell’autore di sfinire le meningi dei critici in cerca del significato perduto. Lo schema è costruito attorno a un estratto de Le Città Invisibili di Italo Calvino; Tamara è la città dei segni, il luogo in cui ad ogni simbolo corrisponde qualcosa, nella quale l’uomo non fa “che registrare i nomi con cui essa definisce se stessa e tutte le sue parti”, uscendone tuttavia ignaro di cosa davvero la città nasconda “sotto questo fitto involucro di segni”. La sequenza danzata viene modellata attraverso il testo, svincolandosi progressivamente dal soggetto della narrazione per relazionarsi con i pieni e i vuoti del testo. Suddetto schema si ripete in un crescendo parodistico fino a rompersi, esplodere, schernirsi, sfigurarsi e diventare la caricatura di se stesso, di quel mondo spesso incomprensibile chiamato “teatro danza”. Scherzando su alcune delle dinamiche più comuni del teatro danza, I Parenti di Averroè tenta di alleggerire e riscattare un’arte che a volte si prende anche fin troppo sul serio.

 

L’imbroglietto – Variazioni sul tema
Habitas (Roma)
di Niccolò Matcovich
regia di Niccolò Matcovich
Commedia

PALCO A: 19.30 mercoledì 30 agosto, 22.30 giovedì 31 agosto, 19.30 venerdì, 1 settembre

L’IMBROGLIETTO è uno spudorato omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt, ma anche un “gioco di ruolo” teatrale con un sadico narratore, due pedine… e voi, che delle pedine conoscerete le sorti.

 

Prove Aperte
Libero Teatro Calabria (Cosenza)
di Max Mazzotta
regia di Max Mazzotta
Commedia
Palco A: 21.00 mercoledì 30 agosto, Palco B: 19.30 giovedì 31 agosto, Palco A: 21.00 venerdì 1 settembre

Prove Aperte racconta le vicende di tre teatranti calabresi Mimì, Cocò e . Carminuzzu (folle regista dei nostri tempi) alle prese con l’allestimento di uno spettacolo da rappresentare in un importante teatro con pochi giorni a disposizione e con una compagnia ridotta al minimo indispensabile. Mimì e Cocò fanno fatica a capire le idee del folle regista, la sua poetica e il suo modo di concepire l’arte teatrale «Un teatro moderno che parla dei tempi moderni» e che si esprime attraverso metafore. Questo li porta a sperimentare, in uno spazio ideale che Carminuzzu chiama Quadrato Magico (il magma della creazione), improvvisazioni semplici e dirette, scelta che lo porterà alla creazione di una nuova forma di teatro che chiamerà Flash Art. Mimì e Cocò vivono il dramma di dover recitare sia sulla scena che nella vita e durante la preparazione di uno spettacolo questo dilemma si fa più stridente, portando i personaggi a compiere azioni la cui irrazionalità sorprende anche loro stessi. E’ proprio durante le prove che vengono fuori tutti i lati oscuri delle loro personalità, permettendo così al pubblico di conoscerli, di amarli, di odiarli, di giustificarne ogni intenzione.
La forza di Prove Aperte sta sicuramente nell’irresistibile, surreale comicità dei personaggi;  la sincerità della loro follia fa sì che ciò che avviene in scena risulti nello stesso tempo del tutto incredibile e assolutamente verosimile. Al di là della risposta che ciascuno spettatore si darà, lo scopo dello spettacolo è proprio quello di stimolare domande e allo stesso tempo raccontare, con l’esplosiva leggerezza della comicità, il dramma della vita nel teatro, le quotidiane difficoltà con cui si scontra chi si rassegna a fare della poesia, del sogno e dell’immaginazione il proprio mestiere; la fatica, l’amore e la follia che ne costituiscono la straordinaria essenza.

 

Pollini
A.G.M. (Rovereto, Terni)
di Alessia Giovanna Matrisciano
regia di Alessia Giovanna Matrisciano
Multimedia Visual
Palco C: 19.30 mercoledì 30 agosto, Palco C: 22.30 giovedì 31 agosto, Palco C: 19.30 venerdì 1 settembre

La strana storia d’amore di un uomo e una donna inibiti, bloccati, sbagliati. Sbagliati rispetto agli stereotipi di genere che la società propina e che a loro non appartengono. Vorrebbe essere un canto di rivolta e un’esplosione di amore, invece non arriva a diventare né l’uno né l’altro. Un uomo e una donna ironici e satirici, cattivi, stupidi, mediocri, unici, sopraffatti, bisognosi. Spettacolo per due attori e un disegnatore, il quale per tutta la durata dello spettacolo segue, commenta, suggerisce la scena attraverso i suoi disegni realizzati e proiettati dal vivo.

Generazioni 
Circomare teatro (Orte, VT)
di Alessandra Cappuccini
regia di Mario Umberto Carosi
Monologo Generazionale
Palco C: 21.00 mercoledì 30 agosto, Palco B: 21.00 giovedì 31 agosto, Palco C: 21.00 venerdì 1 settembre

La vita di tre donne: nonna, madre e figlia. Tre società messe a confronto, ognuna con la propria morale, con le proprie regole non scritte a cui queste donne si ribellano. La nonna vive durante la seconda guerra mondiale, la mamma durante le contestazioni studentesche e la figlia al giorno d’oggi.

 

Mettetevi in Fila
Associazione Sentiero delle Idee (Roma)
di Anna Mazzantini
regia di Sandro Torella 
Commedia  – One Woman Show
Palco A: 22.30 mercoledì 30 agosto, 19.30 giovedì 31 agosto, 22.30 venerdì 1 settembre

Nel «One woman show» una donna sola sul palco si rivolge al pubblico con un linguaggio a tratti esplicito, a tratti poetico, esponendosi in prima persona sul delicato tema delle relazioni umane, cercando di abbattere il muro invisibile dell’ipocrisia e della banalità. Lo spettacolo è un viaggio sempre in bilico tra comicità ed eleganza, tra divertimento e riflessione, all’interno dell’universo complesso ed articolato dei rapporti tra uomo e donna. L’autrice smonta con arguzia ed ironia, uno ad uno, i tabù che circondano da secoli la vita delle donne trattando, in modo comico e allo stesso tempo raffinato, temi cari al mondo femminile; Mette in scena la rappresentazione del mondo dell’eros dal punto di vista delle donne!

 

Il Piccolo Guitto
Massimiliano Aceti (Roma)
di Massimiliano Aceti
regia di Massimiliano Aceti
Monologo
Palco B: 19.30 mercoledì 30 agosto, Palco A: 21.00 giovedì 31 agosto, Palco B: 19.30 venerdì 1 settembre

Massimiliano è un bambino di sette anni, silenzioso e timido. Scopre per caso di avere un grande dono: riesce a imitare con molta facilità la voce degli adulti che lo circondano. Grazie a questa capacità vince le sue paure e trova un posto nel micromondo dei bambini: si cuce addosso il ruolo del “guitto”.
Si immedesimerà a tal punto con questo ruolo da non riuscire più a capire dove finisca “Massimiliano” e dove cominci il “guitto”. La voglia di suscitare le risate dei compagni di scuola lo porterà a essere sempre più lontano dal bimbo introverso che era, ma con molta sofferenza.
La storia inizia con la prima recita di Massimiliano davanti ai compagni di classe: sorpreso dalla maestra a dire parolacce imitando la voce della zia, si giustifica inventando che sta interpretando una scena del “Romeo e Giulietta”. La maestra allora lo costringe, per punirlo, a esibirsi davanti a tutta la classe nella tragicommedia Shakespeariana. Non conoscendo la storia, Massimiliano la inventa e, aiutato dal piccolo amico “Il Marani”, riesce a trasformare una punizione in un grande successo di risate.
Accompagnato dal Marani e da altri amichetti si troverà ad affrontare le avventure e i temi che lo porteranno all’adolescenza: la scoperta della morte, il primo amore, il divorzio, l’invidia, il sesso.
Con l’incredibile ingenuità e genuinità del bambino il piccolo Massimiliano è il protagonista di questo racconto. La vita di un bimbo, dai sette ai dodici anni, segnata dalla leggerezza e dalla tragedia di essere, agli occhi del mondo, solo un guitto.

 

 

I Roma Fringe Festival è curato da Fringe Italia e si svolge con la collaborazione artistica di Teatro Trastevere, Teatro Studio Uno, Teatro Brancaccino, Teatro Porta Portese, Teatro Le Sedie, i festival Inventaria, Do It e Artenova Festival.

L’arena cinematografica estiva è in a cura di Arene di Roma.

Appuntamento con il Roma Fringe Festival dal 26 agosto al 17 settembre a Villa Mercede, Via Tiburtina 113 – 115 (Zona San Lorenzo). Ingr. gratuito, spettacoli 6 euro.

Media Partner: Periodico Italiano Magazine, Gufetto, Saltinaria, Media e Sipario, Persinsala, Recensito, Paper Street, La Platea, Roma Tre Radio – Radio ufficiale dell’Università degli Studi di Roma Tre”.

Per info, prevendite e programma: www.romafringefestival.it

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