Recensione – Una sposa per due (1962)

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Una sposa per due, regia di Henry Levin. Cast: Sandra Dee, Bobby Darin, Michieline Presle, Cesar Romero. Commedia Usa 1962. Il film ebbe nel 1963 le nomination ai Golden Globe per la miglior commedia e il miglior attore non protagonista: Cesar Romero, ma anche la nomination ai Golden Laurel per la miglior performance attrice in commedia Sandra Dee.

Commedia divertente degli anni sessanta con un’icona del tempo, Sandra Dee, giovanissima ma già capace di attrarre in interpretazioni che andavano appunto dalla commedia, al drammatico. Il film è un classico della commedia americana con una forte tendenza all’humor e al divertimento, dove si mettono in evidenza i limiti  e le differenze tra uomini e donne. Insieme a Sandra Dee un cast di tutto rispetto, attori che hanno interpretato altrettante pellicole importanti di quegli anni.

La storie è quella di Chantal una diciottenne esuberante, il cui padre John, invita a sposarsi per poter stare tranquillo. La giovane, allora, porta la sua attenzione su un giovane fotografo, Eugenio, che invece, la vede come probabile modella per un calendario. Seguendo i consigli dei genitori, la giovane donna riesce a farsi sposare, ma la vita coniugale non è esattamente come si aspettava.

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Quando cominciano le piccole incomprensioni, la giovane si rivolge alla mamma che le consiglia di “addestrare” il marito come un cane con queste parole: “Un cane ben addestrato non solo è più felice, ma anche più affettuoso”. All’inizio la giovane è scettica, non vuole, ma si riscopre a farlo non appena, in una prova, scopre che quella tecnica funziona. Tutto procede per il meglio, fino a quando Chantal non si confida con una sua amica in crisi e lei, ubriaca, spiffera tutto ad Eugenio che proprio non ci sta a farsi trattare come un cane e va via irritato. Allora Chantal si inventa un amante provocando la gelosia del marito. Ma le cose non sempre vanno come dovrebbero.

Il film è una commedia leggera, divertente che evidenzia, anche negli anni sessanta, la necessità del dialogo da parte di entrambi i coniugi, nel matrimonio. Una classica commedia americana dove le storie dei genitori si intrecciano in quelle dei figli, in una visione del tutto divertente del matrimonio.

Il concetto di “addestramento” dei mariti o compagni o fidanzati come cani, proviene dal mondo della letteratura, infatti il film è ispirato al libro “Un matrimonio perfetto” di Winifred Wolf, che si può trovare ancora in libreria e alcune persone consigliano anche, con cautela, manuali per addestramento dei cani, da adattare ai propri vissuti.

Non solo cani, ma anche altri animali hanno ispirato le scelta per il giusto e duraturo matrimonio. In un post apparso sul New York Times nel 2006, a firma Amy Sutherland, spiega come l’addestramento dei mariti si possa avvicinare a quello degli animali selvatici, stando attenti a quando da addestratori si diviene addomesticati. L’articolo è diventato celebre e ha appassionato lettori e curiosi.

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