Recensione: “La terra e il vento” di Sebastian Maulucci

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Foto Ufficio Stampa

Il film “La terra e il vento”, uscito nelle sale il 30 gennaio, scritto e diretto dal giovane regista Sebastian Maulucci, racconta la storia di una famiglia, precisamente di due fratelli, alle prese con una decisione importante: cosa fare dell’eredità terrena comprensiva di vigneto che uno zio vuole prendere loro.

La scelta dei due giovani rispecchia le scelte della propria vita: uno è amante della libertà e fa scelte di vita legate ai viaggi, seguendo le sue ispirazioni, l’altro, invece, si preoccupa di cose più reali, come i terreni del nonno ed è legato alla sua terra. Entrambi, con le loro vite, però, sono legati alla natura, alla bellezza che essa dona, alla vita. Il loro è un percorso di maturazione che avviene attraverso le esperienze personali, ma anche attraverso la famiglia, gli amici, le conoscenze e la voglia di creare qualcosa di proprio, legato all’eredità del nonno.

È un film che porta alla terra, che parla di una realtà giovanile molto sentita, un ritorno alla natura che da qualche anno ha contagiato migliaia di giovani contenti di riavvicinarsi alla natura, di sentir crescere il valore della terra, l’importanza delle radici. Nella vita dei due fratellastri entrano prepotentemente le scelte del passato, le congruenze degli adolescenti che si stanno trasformando in uomini decisi a realizzare i propri sogni.

La trama del film è molto bella, reale. Ciò che si evidenzia, come già suggerito all’interno del film stesso, una lentezza, in alcuni punti soprattutto, di struttura francese. Il film ha dei silenzi che appaiono a volte molto lunghi, anche se contemplativi.

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Bellissima la fotografia, con immagini che lasciano senza fiato e una colonna sonora che accompagna la narrazione di tutto rispetto. Quella che appare è una visione del nuovo cinema italiano, quello lanciato verso la rappresentazione della realtà cruda, che mette in scena storie che raccontano e non che fanno sognare.

Il cast presenta un’ottima scelta delle attrici, le ragazze sono bravissime: Laura Gigante, Chiara Martegiani. Intensa e sentita anche l’interpretazione del giovane Lorenzo Richelmy una sicura promessa del cinema, le sue scene sono dinamiche anche nei silenzi. Bravo anche Robin Mugnaini nella sua interpretazione, capace di calarsi perfettamente nel personaggio.

Nel cast figurano anche dei camei, come quello della nota attrice Lina Bernardi, che conosce il giovane Maulucci da piccolo, ma anche partecipazioni come quella di Pietro De Silva e Christiane Filangieri.

 

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