Recensione: Che classe, al Teatro de’ Servi

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Martedì 3 aprile al Teatro dei Servi in Roma è andata in scena la prima dello spettacolo ‘Che classe!‘ di Veronica Liberale con la regia di Marco Simeoli.

Il tutto è ambientato all’interno di un liceo romano in cui si organizzano corsi serali per studenti-lavoratori che vogliono conseguire il diploma.

E’ la storia di una classe i cui componenti sono tutti in cerca di un riscatto; una classe come tante, in cui, banchi e cattedra sembrano erigere, apparentemente, barriere troppo alte da superare; il tempo e l’aprirsi all’altro permetterà alle paure e ai contrasti più grandi di fluire. Ogni nostro amico arriverà pian piano ad identificarsi nell’altro, in chi gli è apparso, da principio, tanto diverso, e proprio in questa identificazione, la classe assume forma e forza.

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Una classe fatta di quattro studenti, una professoressa e una bidella, diventa una vera squadra. Un’ unica identità che lotta unita per lo stesso obiettivo: uscire fuori e guardare il mondo a testa alta.

Traditi dalla vita, non amati, feriti e delusi da chi più dovrebbe aiutarli,  tutti i membri della nostra classe sono pronti a fare qualsiasi cosa  per uscire da quelle gabbie che gli sono state costruite o si sono costruiti da soli.

L’unione fa la forza, la fatica diventa un piacere e i risultati iniziano a venir fuori; tra litigi, amori e amicizie, i nostri amici ‘diventano grandi’ e capaci di assaporare la libertà. Ma quando si è abituati a vivere in gabbia provare emozioni così forti e positive potrebbe essere pericoloso.

La scenografia semplice riporta ogni spettatore nei freddi scantinati delle proprie scuole tra resti di teatri, cumuli di banchi e sedie; eppure nell’occupazione che prenderà vita qui, per ottenere a tutti i costi questo benedetto pezzo di carta, questo luogo triste freddo sprigionerà il calore della più calda di tutte le estati.

Antonia Di Francesco nei panni di Tecla, la bidella, diventa quasi la mamma di questo gruppo di ‘orfani’, li nutre, stando attenta a tutte le loro richieste, li consiglia e per loro adorna il Natale nello scantinato, ricavando un accoglientissimo spazio, dove non manca l’alberello e un presepe particolare, attento alle etnie, (argomento attualissimo), con  Maometto che sta sulla montagna, Budda, e un bambinello la cui capanna è illuminata da una stella di David a sei punte.

Dall’inizio dello spettacolo, con l’entrata degli attori alle spalle della platea, tutti gli spettatori sono proiettati a sentirsi un po’ studenti, tanto che pare di riconoscere, tra le risate che nascono qua e là in sala, quelle di vecchi compagni.

‘Che classe’ è il racconto di come un obiettivo comune e l’unione sincera degli individui più  disparati, possa portare al migliore dei risultati possibili. L’unione fa la forza, quella giusta, quella buona che non fa abbassare la testa e rinunciare perpetuando gerarchie e schemi che non vogliamo più.

D’altronde come disse Ella Wheele Wilcox: “Peccare di silenzio, quando bisognerebbe protestare, fa di un uomo un codardo“. ‘Che classe’ è un invito ad uscire fuori dalla codardia, dalla mera accettazione di ciò che ci ferisce. Tutto questo e’ possibile. Vale la pena osare nella vita per provare almeno una volta quel profumo di libertà.

Il monologo finale di Simone Giacinti, che veste i panni di un ristoratore insoddisfatto, chiude in modo inaspettato il tutto, fa smuovere forte emozioni e commuove con spiazzante spontaneità.

Una commedia coinvolgente, ironica, e appassionante, che meriterebbe di arrivare ad un pubblico più ampio, che possa dare la giusta luce e rilievo ad attori bravi ed impeccabili che hanno saputo dare vita ai loro personaggi in maniera reale, vera, appassionata.  Veronica Liberale autrice e attrice nei panni della professoressa Cosentino De Cupis, Veronica  Pinelli  nei panni di Sharon, fashion youtuber,  Fabrizio Catarci nei panni di Alfonso Cacchione un secchione incompreso, Antonia Di Francesco nei panni della bidella Tecla, la bravissima Alessandra De Pascalis nei panni di una donna russa diplomata e giunta in Italia, costretta a fare la badante e il grande Simone Giacinti che ci lascia senza parole e ci accompagna alla fine dello spettacolo.

Da vedere ASSOLUTAMENTE.

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