Recensione: Cabaret

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Cabaret, film drammatico di Bob Fosse con Liza Minelli, Michael York, Joel Grey, Marisa Berenson del 1972 Usa. Riduzione di Masteroff e Van Druten ispirata a Isherwood. Costumi di Charlotte Flemming.

Sally lavora in un cabaret nella Berlino degli anni ‘30 dove le serate si trasformano in spettacoli ironici sulla politica tedesca che vede sempre più la crescente popolarità del partito nazista. Per lei l’amore si divide in due, quello per Brian studioso squattrinato che abita di fronte al suo appartamento, pronto a partire per Cambridge e quello per Maximilian, che vive nel mondo della spettacolo. Nell’evolversi del loro triangolo amoroso, si evolve anche la condizione politica tedesca, dove il regime nazista, attraverso propagande mirate a distruggere gli ebrei, li considerati banchieri comunisti. Tra di loro si intreccia anche la storia di Fritz, amico di Brian e Nathalie, ricca ebrea. Il rapporto di questi ultimi, supera la differenza di ceto sociale, ma si blocca su quella religiosa, a causa della politica tedesca.

Sally ambiziosa ma anche innamorata, non si lascia coinvolgere da Brian, per il quale nutre un sentimento sincero e sa di essere ricambiata.

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L’intreccio amoroso cammina di pari passo con l’evoluzione della situazione socio-politica tedesca, intervallato da una serie di sketch che vanno in scena al Cabaret che ridicolizzano le idee sbandierate con convinzione dai sostenitori dei nazisti, fermandosi, drammaticamente sul loro operato di pulizia e punizione che in quegli anni era la prassi. Proprio in questi sketch ci sono alti momenti di poesia e riflessione.

 Un film che offre un’ottima fotografia, costumi e un copione incredibilmente attuale, tanto che si potrebbe abbinare alle campagne razziste di tutti i tempi e luoghi. Il racconto di una storia che è possibile trasportare nel XXI secolo e sarebbe consigliabile far vedere e rivedere al pubblico perché possa apprendere e analizzare la situazione presente.

 Alta l’interpretazione degli attori dove Liza Minelli ne è una protagonista favolosa, infatti questo è considerato il suo primo successo cinematografico. Un cast eccezionale per un film che ha collezionato ben 8 premi Oscar e 3 Golden Globe.

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