Recensione: Box 23

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Foto Ufficio Stampa

Box 23 di Antonio Romano, in scena al Teatro degli Audaci di Roma, per la regia di Massimo Milazzo, con Antonio Romano, Carlotta Ballarini, Scaramuzzino, Claudio Scaramuzzino e la partecipazione di Luciana Frazzetto, farà compagnia al pubblico romano fino al 30 aprile.

In scena la disperazione dei cittadini di borgata, accompagnata dalla voglia di uscire dalla disperazione di una vita arrancata per sopravvivere. La sopravvivenza diventa un modo per arrivare a fine mese, un modo per trovare la forza di andare avanti e di arrivare a fine mese. Così i cinque protagonisti si ritrovano a vedere le serie televisive di Gomorra e della Banda della Magliana, dove i protagonisti riescono a raggiungere la ricchezza in modo veloce.

Galvanizzati da questa visione televisiva e dalla possibilità di guadagno facile, i cinque decidono di formare una banda, Box 23, e si immettono nella vita malavitosa. Ma anche questa ha i suoi limiti. Dopo la prima serie di successi, la banda diventa avida, ma anche subdola dei confronti degli stessi componenti. Tutti vogliono primeggiare, essere i migliori non solo nel conquistare e nell’arricchirsi, ma anche nel potere.

Antonio Romano, attraverso lo spettacolo, vuole esprimere proprio questo: la ricchezza facile, il facile guadagno non cambiano solo la nostra vita materiale, ma anche il nostro rapporto con gli altri, con la consapevolezza che i soldi, cambiano i rapporti umani.

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Box 23 è, per il 90% dello spettacolo, divertente. Fa ridere, ci rilassa, accompagnandoci con spensieratezza in un mondo che ci appare lontano, ma che scopriamo essere non così lontano da noi. Tutto avviene come se lo spettatore, seduto dinanzi al televisore, vedesse un serial tv. Fini all’epilogo, per nulla scontato, anzi davvero una sorpresa.

Sul palco cinque attori che strappano applausi, rispecchiano la nostra vita, rappresentano i nostri sentimenti: tutti vorremmo appropriarci di una ricchezza in modo veloce e facile, per poterci godere la vita al massimo, ma la vita stessa ce lo impedisce. E gli attori sono pronti a mostrare le difficoltà umane nel voler raggiungere un traguardo del genere in modo così repentino. Sembra che dal palco si ripetano le parole: lavoro, fatica, attesa, lealtà, che poco si rifanno allo spettacolo in oggetto, soprattutto nella seconda parte dello stesso.

In scena una bravissima Luciana Frazzetto che rappresenta la romanità nella sua interiorità, piena di forza, coraggio e senza mai volersi arrendere. Contornata da una schiera di uomini pronti a sostenerla.

Potete vedere ancora per pochi giorni “Box 23” al Teatro degli Audaci di Roma e lasciarvi coinvolgere dalla presenza di guadagni facili, non dimenticando che, se si vuole una vita più consona all’unità di intenti, questa deve prevedere il raggiungimento della rassicurazione economica per tutti, non solo per pochi.

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