Recensione: Amor, ch’a nullo amato… ma perdona? al Teatro L’Aura

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Dal primo all’11 Marzo è in scena al Teatro L’Aura di Roma lo spettacolo Amor, ch’a nullo amato… ma perdona?. La commedia, scritta da Antonio Romano e diretta da Giuseppe Renzo, vede in scena anche Carlotta Ballarini e Debora Zingarello.

Ambientato ai tempi del Dolce Stil Novo, lo spettacolo ripropone la poesia di Dante con persone e fatti storici, dando vita ad una divertente commedia: i personaggi con il marcato accento regionale a seconda dalla provenienza, danno sfogo nel districarsi dell’intreccio amoroso, anche alle loro turbe e caratteri maniacali: Dante vuole lasciare Gemma per Beatrice, conosciuta una sera a Santa Maria Novella, sotto la spinta di Cavalcanti di uscire a cercar svago, e lui sempre in litigi con la moglie Bice.

Dopo la scoperta da parte di Gemma del tradimento, seppur solo una questione di corteggiamento, di Dante tramite le poesie portate a Beatrice da Cavalcanti, e un Dante che successivamente verrà cacciato di casa, la trama si complica a seguito della consegna intrecciata della stessa poesia a entrambe le donne. Rimandi moderni fanno cascare le conversazioni fuori dagli eventi cronologici del 1300, ma lo svolgimento dei fatti della commedia stessa coincide con il susseguirsi dei fatti che segnarono la storia fiorentina del periodo, la lotta tra Guelfi e Ghibellini e l’esilio di Dante. I divertenti dialoghi tra i personaggi restano attuali e intermezzati dalle letture delle ‘eccessive’ poesie di Dante, più volte parafrasate dallo stesso Cavalcanti che stenta a capirle e invita il sommo poeta a non andare troppo oltre con la mole di produzione che graverà sui futuri studenti.

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In questo scenario storico e contemporaneo allo stesso tempo, si parla di tradimento, di orgoglio ferito e della possibilità del ritorno e del perdono, lasciando il dubbio sulla risposta ultima e dando la possibilità ad ognuno di immaginare il finale della commedia nel modo più ragionevole a parer proprio.

Una scenografia semplice dove scrivania, fogli in terra e alle pareti con poesie e cenni storici annotati da utilizzare durante lo spettacolo per eventuali dimenticanze, così come il copione stesso, e una Gemma che nelle prime battute dello spettacolo incita e dirige gli altri attori, fanno presagire qualcosa del finale inatteso. Come colonna sonora tra le scene dello spettacolo, i remix di brani classici di Perpetual Noise, a sottolineare ancora una volta il connubio tra classico e contemporaneo della commedia.

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