Recensione: 4021 un film diretto da Viviana Lentini

In Recensioni
Foto Ufficio Stampa

4021 racconta la storia di un agente e rappresentante di commercio, in questo caso di alimenti, sempre in giro per lavoro, sempre in auto a correre da una parte all’altra della città per fare consegne o per riuscire a incassare gli assegni dei clienti. Ma c’è la crisi in questa Italia così disincantata, sprofondata nella recessione e nella voglia di mollare tutto lasciandosi andare alla morte.

Così il film racconta della depressione, della difficoltà di pagare le bollette, dell’incapacità di essere coerente e di riuscire ad ottenere il giusto compenso per il proprio lavoro. Le sfaccettature della vita che appaiono sullo schermo, sono dure e crude come quelle che si possono vedere nelle periferie delle nostre città dove si avventano come sciacalli affamati, personalità diverse di uomini e donne.

Si, perché nella realtà della vita rappresentata, appare con nitidezza, la menzogna, il falso senso di amicizia che sembra ormai una realtà incontrastata delle relazioni umane. È possibile avere amici, ma ciò accade fino a quando si riesce a vivere una vita economicamente senza problemi. Quando tutto cambia e si cade nella tristezza della crisi, dell’indisponibilità economica, ecco che tutti si allontanano. Non ci sono amici che ti aiutano, che ti sostengono, anzi, nella visione della regista e sceneggiatrice, sono tutti pronti a pugnalarti alla prima occasione.

4021 è il codice del protagonista, che nel film non ha un nome. La sua potrebbe essere la vita serena di un lavoratore con una moglie e un figlio, con un lavoro che potrebbe dargli da vivere. Ma nelle realtà odierne, in piena crisi economica e senza via di scampo, i sogni e le aspirazioni di un giovane si scontrano con la realtà della dura, fredda, spietata vita. E lui stesso si riscopre a dover affrontare delle realtà che pensava di non provare sulla propria pelle, essendosi affidato da sempre agli amici, al rapporto di lavoro, come quello di una volta, dove la stretta di mano era una garanzia. Ma la crisi economica ha mutato anche la società e in questo caso la vita stessa delle persone.

Se ti piacciono i nostri articoli e le nostre interviste, seguici anche sul nostro canale Youtube

Non ci sono vincitori in questa guerra crudele fra poveri, dove ognuno cerca di recuperare il più possibile dalle spalle dell’altro e dove lo Stato è sempre più lontano e assente.

Il film sembra spiegare con freddezza la realtà attuale, scoprendosi a rappresentare un vissuto che orami è ben radicato nella nostra società. Passano in secondo piano le buone azioni e approda un realismo che ricorda i film duri di “Ladri di biciclette” dove l’immensità della realtà spegne ogni speranza.

Il film no budget, nasce da uno spettacolo teatrale, voluto da Simone Pulcini, protagonista e produttore del film, che avendo vissuto direttamente l’esperienza di agente di commercio, ha avuto l’idea di realizzare una storia che mettesse in evidenza la situazione dei piccoli imprenditori e dei piccoli professionisti affogati dalla politica economica italiana.

Diretti da Viviana Lentini, che ne cura anche la sceneggiatura, nel film si alterna un cast formato soprattutto da giovani attori, a partire dal bravo protagonista, Simone Pulcini che segue sul set la realtà della propria vita, più che immedesimandosi in una vita che, con decisione, gli appartiene e sa mostrare come propria. Elisa Billi, nei panni di Daniela, ragazza e poi donna frivola, legata al denaro, che alterna queste sue caratteristiche a un sentimento che non riesce nemmeno lei a comprendere fino in fondo: l’amore.

Angelo De Agelis, nei panni di Agostino, un ristoratore che, decaduto con il suo lavoro, non riesce a pagare i debiti e per questo mette in crisi il rapporto umano e professionale che aveva avuto fino a quel momento con l’agente 4021. Trovare un personaggio positivo in questo film è arduo: c’è l’usuraio “poeta”, Marco Bianchi, che presta soldi a 4021 ma non si ferma dinanzi a nulla per riaverli, o il rom Luca Di Capua, che vive di espedienti, sempre al limite della legalità. Ma si può ribattere anche con la figura di Giorgino, interpretato da Roberto Di Marco, amico del protagonista fino a quando gli si rivolta contro accusandolo anche di non essere una persona corretta.

Il film analizza anche questo stato dell’essere: fino a quando una persona, caricata dalla crisi di fallimenti, impossibilità a sopravvivere, può mantenersi pulita prima di lasciarsi coinvolgere da espedienti molto più facili da raggiungere?

È questa la domanda che ne esce prepotentemente e la risposta, come sempre, viene lasciata al libero giudizio degli spettatori (e sicuramente non svelata con il finale del film) che possono interpretare una storia rappresentata in modo egregio.

Resta uno dei capisaldi del film l’ottima fotografia, chiara, limpida, senza sbavature, in formato digitale, ma che piace e convince.

Il film resterà nella sala del Cinema Flavio di Roma fino all’8 febbraio.

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

LA FIERA DEI PAPÀ

                Bar Papà   Storie maschie corrette al latte   Edizione Ultra   è lieto di presentare La prima Fiera dei PAPÀ   Un luogo dove raccontare storie per crescere insieme   Presso I PINISPETTINATI

Read More...
balonzi

Stand-Up Baby al TEATRO MANHATTAN di Roma

Stand-Up Baby Una produzione Teatro Stabile di Roma® di e con Maria Beatrice Alonzi musica dal vivo di Francesco Guglielmi   Maria Beatrice Alonzi

Read More...
altrokesuperman

#ALTROKESUPERMAN al Teatrosophia di Roma

#ALTROKESUPERMAN di LUCA GAETA & SALVATORE RANCATORE MUSICHE FEFO FORCONI   dal 21 al 23 marzo TEATROSOPHIA via della Vetrina 7     Torna al Teatrosophia la

Read More...

Mobile Sliding Menu