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“Radio Aut – la voce di Peppino Impastato” all’Ar.Ma. Teatro

In Eventi in Teatro

“Radio Aut – la voce di Peppino Impastato”

scritto e diretto da Pierpaolo Saraceno

con Mariapaola Tedesco e Pierpaolo Saraceno

Ar.Ma Teatro

via Ruggero di Lauria 21

21 settembre 2017

Radio Aut – la voce di Peppino Impastato” è il titolo scelto da Pierpaolo Saraceno per ricordare il giornalista, attivista e poeta italiano ucciso dalla mafia nel 1978. Lo spettacolo, che sarà in scena il 21 settembre all’Ar.Ma Teatro, vede sul palco Mariapaola Tedesco e Pierpaolo Saraceno, che ne firma anche il testo e regia.

Dalle frequenze di Radio Aut, radio libera fondata a Terrasini nel 1977, si poteva ascoltare la voce secca, diretta e sincera di un uomo semplice e umile, ma tanto forte da sfidare nella sua terra, martoriata dalla mafia, la sua stessa famiglia mafiosa. Quell’uomo è Peppino Impastato, grande lottatore, ma soprattutto grande spirito ribelle, ucciso soli trent’anni su ordine del capo di “Cosa Nostra”, Gaetano Badalamenti (Don Tano), bersaglio preferito di Peppino nelle sue trasmissioni di Radio Aut.

É in questo preciso contesto che avvengono le pesanti denunce dirette ai vari componenti, succubi del forte potere di Cosa Nostra. A spezzare tutto questo caos è la madre, Felicia Bartolotta, costretta a subire dei colpi morali da parte del marito, Luigi Impastato, nei confronti del figlio.

Felicia cerca in tutti i modi di sviare Peppino a quello che immaginava sarebbe stato il suo destino se avesse continuato a denunciare i soprusi della mafia.

E per questo motivo tenta di convincerlo ad andare in California, dove risiedono cugini di famiglia, ma nulla da fare: Peppino continuerà a lottare contro la mafia per la propria terra, la Sicilia. Terra da tanti amata e da molti “arricurdata”.

L’ambiente scenico è diviso in due parti: da un lato la madre di Peppino che racconta, con occhi pieni di amore, il mondo del figlio, la sua lotta, la sua forza d’animo. Dall’altro, una serie di flashback, che ripropongono la vita di Peppino, le sue azioni, ma soprattutto la sua voce.

NOTE DI REGIA

Il palcoscenico sarà diviso da due figure portanti: la raffigurazione di un dolore materno (in questo caso di Felicia Bartolotta), che rappresenterà l’attuale; dall’altra vari flashback di Peppino Impastato, che creeranno un excursus cronologico, il quale assumerà un aspetto sempre più diretto, “da denuncia” nei confronti dei personaggi tipici che si aggirano a Mafiopoli. Tanto dolore da una parte; tanta ribellione, voglia di fare, coraggio e sarcasmo dall’altra, che condurranno questo giovane trentenne ad una tragica morte. Una madre che parla a quarta parete aperta per esprimere tale ingiustizia ma soprattutto tale dolore; Peppino Impastato che, attraverso la sua voce e il suo spirito “radiofonico”, continua a lottare per questa precisa ingiustizia: la mafia.

Quest’ultimo è un personaggio che rispecchia ciò che oggi dovrebbe essere un esempio per tutti i giovani. Appunto per questo si è cercato di creare la realtà dei fatti, sottolineando l’espressione diretta verso i radio-ascoltatori ed, in questo caso, gli spettatori. Un personaggio che valica il medio coraggio, puntando l’infinito; così, in maniera radiofonica, parlerà senza pudore ma soprattutto senza paura, per amore della propria terra.

Sullo stesso piano si pone la madre che sviscera in maniera continua la profonda emozione dolorosa per la perdita di un figlio; per questo motivo parlerà a quarta parete aperta, per far sentire il dolore ancora più vicino, visto e considerato l’istinto materno che ogni essere umano ha dentro di sé.

Tutto verrà messo in scena con una semplice scenografia, che rispecchia l’adattamento, la creazione, l’intraprendenza e la fantasia di Peppino Impastato e dei suoi amici collaboratori di quel tempo. Roba tappezzata, ritrovamenti di attrezzatura radiofonica, ma soprattutto vecchi mobili al di sopra dei quali verrà appoggiata quella che per quest’uomo era fondamentale nei giovani: la Cultura.

Il tutto sarà messo in scena da soli due attori che punteranno a tirar fuori i punti focali della tragica vita di questo ragazzo. Un excursus formativo radiofonico di Peppino Impastato, le narrazioni del dolore materno di Felicia Bartolotta, col finire con la morte dello stesso Peppino e la disperazione della madre. Inoltre vi sarà la presenza di un fantasista, che attraverso la sua arte luminosa accompagnerà la madre in un percorso di dolore estremo, sfidando nel bel mezzo dell’Opera la morte, interpretata da un ballerino che accompagnerà Peppino Impastato fino alla fine. Un tocco Onirico per far viaggiare gli spettatori da una realtà terrena ad una realtà ultraterrena.

Radio Out, La voce di Peppino Impastato

regia Pierpaolo Saraceno

con Pierpaolo Saraceno e Mariapaola Tedesco

musiche Concetto Fruciano

luci Matteo Filidoro

foto Daniele Manzella

produzione Onirika del Sud

Ar.Ma Teatro

via Ruggero di Lauria 21

Telefono 06 39744093 – cell. 333 9329662

Mail: info@capsaservice.it

Biglietti. Intero 12- ridotto 10

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