“Operazione balena” per rileggere il rastrellamento del Quadraro

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Immagine da web Foto di Chiara Calabrò

Operazione balena” è lo spettacolo andato in scena la Teatro Agorà di Roma fino a domenica 14 maggio e presentato dalla compagnia Diciannoveeventi. In scena Matteo Volpotti, Ilaria Nestovito, Giulia Di Tommaso, Emanuele Di Luca, Matteo Canesin, Irene Cedroni e con la partecipazione di Loredana Piedimonte per la regia di Marco Simeoli, su testo di Gianfranco Vergoni.

La storia ci porta a conoscere un gruppo formato da sei giovani disadattati, pieni di fobie e disturbi psicologici e comportamentali che sta preparando uno spettacolo teatrale tenuto da un’attrice Adele, interpretata da Loredana Piedimonte. La donna per vivere e pagare le bollette, deve continuare ad avere sovvenzioni per questo corso, così si impegna con i suoi allievi, sperando di ottenere il contributo. Adele è anche una donna distrutta dentro, con una vita professionale che non ha raggiunto le mete sperate e una privata che stenta a darle un barlume di sicurezza e affetto. Il corso di teatro resta il suo rifugio, la sua ancora di salvezza alla quale si aggrappa con tutta sé stessa. Per Eugenio, Lorella, Benedetto, Antonia, Aiscia e Nico, invece, è un modo per passare il tempo e rappresenta anche un piccolo rifugio, dove essere se stessi. Il tema dello spettacolo che i giovani stanno preparando, è il rastrellamento del Quadraro, quartiere di Roma, avvenuto nel 1944 da parte dei tedeschi. La seconda guerra mondiale appare così diversa e distante dalla vita dei sei attori che sembra scivolare sulla pelle dei giovani, che non comprendono appieno quello che è accaduto molti anni fa. Fino a quando, grazie all’impegno della loro insegnante, che prova in ogni modo a farli diventare partecipi delle storie che stanno raccontando, cambia qualcosa, e i giovani si ritrovano a sentire proprie quelle esperienze, in un finale in cui ognuno di loro si ritroverà a confrontarsi con un passato storico, dove si confrontano sentimenti italiani e tedeschi, uguali perché provati da giovani che hanno la loro stessa età e con il proprio vissuto.

Immagine da web Foto di Chiara Calabrò

Si parla di storia, ma anche di sociale, di amore, di famiglia, mettendo in evidenza che, in una guerra come quella che ha colpito l’Italia, in cui si era prima alleati e poi nemici della Germania, si possono leggere pagine e pagine di situazioni che non portano la ragione solo da una parte.

Lo spettacolo ben diretto e gestito, è interpretato molto bene da sei giovani artisti che rappresentano le fobie in modo affasciante, spiritoso e riflessivo. Ci si diverte dinanzi alle loro interpretazioni, riflettendo su quelle che portiamo dentro, sulle situazioni passate restando affascianti dalla ricostruzione dei sentimenti di chi le ha vissute. Gli attori sono tutti bravi, incisivi, che a doverne scegliere uno in particolare, diviene difficile. Con loro sulla scena una splendida Loredana Piedimonte che, nella stessa interpretazione dell’insegnante, dirige la classe in una lezione aperta a tutto il pubblico. Attraverso prove, suggerimenti, sentimenti, interazione con il testo da portare in scena, la vita reale dei ragazzi e la sua, costruisce non solo lo spettacolo, ma anche la relazione tra il gruppo e gli spettatori. La scena non è solo il palco, ma l’intero teatro, in cui gli attori stessi si muovono liberamente facendo sentire ogni spettatore protagonista del racconto.

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