“Non mi hai più detto ti amo” al Teatro Olimpico di Roma

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Al Teatro Olimpico di Roma, possiamo entrare nella casa di una famiglia italiana, così moderna e attuale, che sembra di entrare a casa nostra. È “Non mi hai più detto ti amo”, interpretato da Lorella Cuccarini e Gianpiero Ingrassia, per la regia di Gabriele Pignotta che è anche l’autore del testo. In scena, insieme ai due attori anche Raffaella Camarda, Francesco Maria Conti e Fabrizio Corucci.

Si parla di famiglia, di evoluzione, di amore, di gestione della stessa. Si racconta di una coppia sposata con due figli, lui è medico e lei si ritrova a fare la casalinga perché, anche se architetto, alla nascita dei figli ha deciso di seguire la loro vita, lasciando da parte la sua. Insieme a loro due figli ormai grandi, universitari, che si dividono tra università e casa. D’un tratto, dopo una serie di analisi cliniche, il nucleo familiare si ritrova ad affrontare un momento difficile: alla mamma viene diagnosticato un male che potrebbe portarla alla morte.

Qui partono delle dinamiche di rottura, poiché si scontrano, all’improvviso, le aspirazioni della donna e la vita reale e abitudinaria dei componenti della famiglia, tutti abituati a fare affidamento sulla presenza della mamma. Tutti, però, in un gesto di generosità decidono di rispettare il desiderio da lei espresso, di allontanarsi dalla famiglia e provare a lavorare, realizzando il suo desiderio.

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Tra risate, riflessioni ironia, si segue il percorso della famiglia, dove avvengono cambiamenti importanti, legati alla maturità o meno dei singoli componenti, alla crescita e alla situazione affettiva degli stessi nonché alla scoperta del senso di appartenenza.

Lo spettacolo, che riserva un finale a sorpresa, è ben interpretato dai protagonisti, che mostrano un affiatamento particolare, nato sicuramente sul palco, quando la Cuccarini e Ingrassia interpretarono il musical Grease. La loro recitazione gode di affiatamento che scaturisce attraverso il feeling che si nota sul palco. Anche i due giovani protagonisti mostrano buone capacità interpretative.

L’ottima recitazione si basa su un testo, che, nonostante sia bello, interessante e coinvolgente, attraverso i continui cambi di scena, che sono davvero tanti, appare più come una sceneggiatura di un film che la drammaturgia di un testo teatrale, ma segue, in questo caso, la scia di molti altri testi contemporanei, che sempre più spesso avvicinano il teatro al cinema.

Straordinaria la scenografia di Alessandro Chiti, con i cambi di ambientazione doppi e posta su due lati paralleli, capaci di portarci in quattro ambientazioni diverse. Interessante anche la cucina, che, al primo colpo, ci trasporta all’interno della cucina di casa nostra, ricca anche di colori vivaci. Siamo entrati nella nostra società e osserviamo una delle famiglie che conosciamo per comprenderne le dinamiche.

La musica di Giovanni Caccamo accompagna lo spettacolo, e chi apprezza la musica italiana, riconosce il pop italiano e la musicalità della canzone.

Che altro dire? Lo spettacolo sarà in scena fino al 16 dicembre al Teatro Olimpico di Roma.

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