NarrandoBo… un format…eatrale urbano

In Recensioni

 

Ci sono mille modi per raccontare una città, dalla musica (a volte il più ovvio) alla letteratura, al cinema… al teatro. O anche un modo che provi a riassumerli tutti, ad usarli tutti. E’ quanto ha provato a fare Leonardo Bianconi con la sua idea da vero regaz (ragazzo in bolognese, anzi per l’esattezza boloregaz) diventato attore bravo, colto raffinato. Un’idea frizzante, fresca ma anche profonda: NarrandoBo appunto (forse noi l’avremmo chiamato NarraBo, ma è un dettaglio insignificante), in sostanza, narrare la città a partire dai suoi protagonisti, cioè i cittadini, ovviamente attori per lo più giovani (ma anche musicisti ed anche overforty).

A partire anche da esperienze personali, sulla base di un tema che varia serata per serata, ormai siamo a 3 (più un numero zero) che si tengono presso lo SpazioAltrove magnificamente orchestrato da Vincenzo Corigliano, i performer partecipanti alle serate di #NarrandoBo attraverso lo stile che più gli è proprio raccontano Bologna. E variano non solo i linguaggi, i temi, le narrazioni, ma anche gli stessi performer in quanto Bianconi sta coinvolgendo in questo progetto un “botto” di regaz e meno regaz. Forse, si può dire che attualmente a Bologna #NarrandoBo sia ciò che più si avvicini ad una sorta di factory.

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Il 17 novembre è andata in scena la quarta serata dedicata all’autunno, declinata attraverso la stand up, il monologo tradizionale, la forma canzone, il teatro di narrazione e un paso doble, una dolce schermaglia, un tango. L’idea è come si diceva di Leonardo Bianconi giovane attore bolognese (recita per Teatri di Vita in primis, storico teatro di Bologna per il quale tiene corsi di recitazione, oltre che partecipare a varie produzioni), il quale con la simpatia tipica del boloregaz e una certo polleggio (disinvoltura calma rilassante ma frizzante da peace&love) spiega le ragioni del format (ah, gli anglismi) che a noi piace chiamare format…eatrale urbano. Tra il serio e faceto si è ragionato anche della esportabilità della formula: un NarrandoRo, un NarrandoNa un NarrandoVe (più simpatico NarraNa NarraRo NarraVe…) non sarebbero male da provare. In fondo si tratta di mettersi davvero all’ascolto della città, a partire da ciò che si prova realmente e di come la si vive, attraverso un linguaggio “artistico” far diventare la performance specchio per il pubblico. Rinviamo alla pagina fb per dare un’occhiata ai nomi agli interventi e alle belle facce di ragazze e ragazzi pieni di talento ed energia. E poi dice che non c’è il teatro off a Bologna: e questo cos’è?

Prossimo appuntamento il 21 dicembre. Staytuned! E nel caso facciate un giro a BO in quei giorni passate dallo SpazioAltrove e annuserete la città nel suo immaginario odoroso…

Ambivio Turpione

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