Museo, nelle sale dal 31 ottobre 2018

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Un furto di oggetti più che preziosi economicamente, preziosi culturalmente. Due ragazzi trentenni che improvvisano uno dei più grandi colpi della storia delle rapine del Messico, se non del mondo, e senza l’ausilio di nessun esperto. Un colpo che riesce tra la meraviglia degli stessi autori. Una storia vera che ha colpito il Messico o, meglio, i tesori di un popolo che ha sempre cercato di custodire e rinascere dal suo patrimonio culturale.

Questi sono gli ingredienti di Museo folle rapina a Città del Messico, in anteprima stampa il 17 ottobre negli studi dell’Anica di Roma. Diretto da Alonso Ruizpalacios ed interpretato da Alfredo Castro, Simon Russel Beale, Lisa Owen, Bernardo Velasco, Leticia Bredice, Ilse Salas.

Una storia vera, che Manuel Alcalà ha sviluppato, co-sceneggiato e prodotto e che si basa sul proverbio

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Due giovani Juan e Benjamin, trentenni studenti di veterinaria, ma non desiderosi di raggiungere la laurea, decidono di fare un colpo davvero grande. Nonostante l’inesperienza e le poche risorse, la vigilia di Natale riescono ad eludere la sorveglianza delle guardie ed entrare nel Museo Nazionale di Antropologia del Messico. Tra i tanti tesori trafugano quelli appartenuti ad un re maya, oltre che a oggetti d’oro e di giada. Ancora esaltati dall’esperienza, i due decidono di vendere la refurtiva e cominciano a cercare un ricettatore. Il valore del loro bottino è alto e l’impresa diventa famosissima, tanto che viene offerta una ricompensa sostanziosa per chi aiuta a catturare la banda di ladri.

I due, uniti da una lunghissima amicizia, partono per un viaggio alla ricerca di qualcuno che possa acquistare quei tesori, ma nessuno osa avvicinarsi a qualcosa che è più che riconoscibile.

Il viaggio di Juan e Benjamin è occasione per riscoprire loro stessi, la loro cultura, le loro idee, ma anche il loro attaccamento alla terra, al paese e il rapporto con la famiglia.

Girato in Messico, in location del tutto nuove il film parte con un ritmo lento, ma anche strutturato in modo da evidenziare alcune scene del film. Interessante l’inserimento del documentario che mostra il viaggio di uno dei reperti messicani, dalla periferia al Museo: le difficoltà incontrate lungo la strada, il taglio di linee telefoniche ed elettriche, l’arrivo in notturna in città, la festa della gente. Ma anche le riprese all’interno del Museo stesso. Particolari quelle della rapina all’interno del Museo, con gli attori nell’atto di simulare pose per la macchina fotografica.

Bella la fotografia, interessante il rapporto del protagonista Juan con la sua famiglia, attraverso il quale si riscontrano i contrasti principali, ma anche diatribe che si portano dietro da anni.

Il film sarà nelle sale dal 31 ottobre 2018.

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