Minchia signor tenente, un omaggio alle vittime di mafia

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Era da tanto tempo che non andavo a teatro e uno spettacolo non mi regalava emozioni così forti e intense. È accaduto domenica, in una pomeridiana, al Teatro Marconi di Roma, dove andava in scena lo spettacolo comico (ma su questa definizione ci sarebbe da ridire), “Minchia signor tenente” scritto e interpretato da Antonio Grosso, giovane napoletano che sarà in scena fino al 27 novembre a Roma.

Per definire lo spettacolo basta una sola parola: straordinario. Un insieme di comicità che si sposa con naturalezza con l’impegno sociale, affrontando uno dei temi più caldi della storia italiana, della società di ieri e di oggi.

Lo spettacolo parte dal racconto di una ipotetica stazione dei Carabinieri in Sicilia, dove si aspetta l’arrivo del tenente che prenderà il comando della stessa. Tra i colleghi vi è un clima rilassato, da camerati, nonostante ci siano giovani che provengano da parti diverse d’Italia. A sconvolgerli è la tensione dell’arrivo per l’arrivo di questo tenente che, prendendo il comando, destabilizzerà il clima familiare e rilassato che si respira in caserma. Il fondo eventi particolari e pericolosi non sono ancora accaduti, l’unica indagine che ha impegnato i carabinieri è quella che ha permesso loro di catturare un ladro di galline: una volpe.

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Nella parte iniziale la risata è assicurata da battute a raffica, eventi comici che si susseguono a ritmo serrato, accompagnati da un inconfondibile dialetto napoletano e siciliano. Sfottò, situazioni paradossali e impossibili, vengono affrontate dagli attori con naturalezza, ma che mai stancano. Si resta letteralmente collegati alla scena e incollati alla storia comica che mostra un modo diverso, particolare, il grande problema della mafia e delle tragedie collegate ad essa.

Nello spettacolo, alla fine, però, si riflette molto anche sulla tragedia che è la mafia e, dopo aver riso tanto, per le situazioni dei giovani carabinieri, ci si rattrista, fino alle lacrime, riflettendo proprio sulle vittime, tutti servitori dello Stato, che hanno perso la vita per la giustizia. Lo spettacolo ha proprio la capacità di proiettarti con assoluta delicatezza, quasi senza farti rendere conto, nel momento della tragedia, commuovendoti fino alle lacrime, per una situazione che ha sconvolto per anni l’Italia.

Bravissimi tutti gli attori in scena che appaiono in assoluta sintonia, Antonio Grosso, Natale Russo,  Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Francesco Stella, Federica Carruba Toscano, Antonello Pascale e Ariele Vincenti. Un cast bravissimo che ha fatto della professionalità una carta vincete per il successo, lo stesso ottenuto in questi anni dallo spettacolo.

Suggerimento? Portatelo nelle scuole e emozionate anche i giovanissimi!

Intervista ad Antonio Grosso:

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