A “Le Meraviglie” di Alice Rohrwacher il premio Grand Prix

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Il Festival di Cannes consacra la Alice Rohrwacher come una delle giovani registe italiane più promettenti a livello internazionale e consacra anche “Le Meraviglie”, il film che ha portato alla ribalta l’Italia a Cannes, nell’anno in cui veniva ricordato Marcello Mastroianni. A lei il premio Grand Prix, il secondo come importanza nella manifestazione francese.

Commossa la Rohrwacher ha ricevuto il premio dalle mani di Sophia Loren, che ha apprezzato il film, come la presidente di giuria, Jane Campion, che ha commentato la scelta del film dicendo che “è un film profondo e spirituale, pieno di poesia, ben recitato e costruito, tanto che alla fine qualcuno si è commosso. Ma è l’insieme del lavoro di Alice Rohrwacher che tocca il cuore”.

Nel film si racconta la storia di una famiglia di apicoltori e la regista ci tiene a sottolineare che non è la storia della sua famiglia, anche se, dalle affermazioni della stessa regista, c’è molto di suo all’interno del film, qualcosa che colpisce il cuore degli spettatori e che, alla fine, ha colpito anche i giurati.

Nel film la Rohrwacher dirige sua sorella Alba e alla proiezione aveva avuto il consenso del pubblico e della critica, conquistando la stampa internazionale e dividendo, invece quella italiana, anche se in molti si aspettavano un premio, un riconoscimento a quest’opera.

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La Palma d’oro invece, è stata assegnata a Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan, un film che parla di un ex attore che compra un piccolo hotel. Il film, tra i favoriti alla vigilia, ha conquistato per lo spessore stilistico e il messaggio morale. Il regista turco, più volte premiato a Cannes, ha dichiarato che questo è in assoluto il premio con un significato maggiore, proprio per il tema trattato.

Mentre il premio come miglior attore è andato a Timothy Spall per Mr Turner di Mike Leigh, miglior attrice Julianne Moore per Maps to the stars di David Cronenberg. Il premio alla regia è stato assegnato a  Bennett Miller per Foxcatcher e per la sceneggiatura a Andrey Zvyagintsev e Oleg Negin per Leviathan.

Il premio della giuria è stato un ex equo ed è andato a Mommy di Xavier Dolan e Adieu au langage di Jean Luc Godard.

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