Mamma oggi cosa mi metto?

In Moda

Non è difficile fare una descrizione di ciò che indossano, non c’è una grande varietà di stile: c’è l’omologazione, l’allineamento, la squadra, il gruppo, il branco.

Ho molto a cuore il mondo adolescenziale, sia perché sono madre di una ragazza di 16 anni e sia perché ritengo, e non solo io, che l’età che va dai 12 ai 16\17 anni sia la più difficile e delicata di tutta la vita.

I caratteri dei singoli si stanno formando, si prende confidenza con il proprio corpo, si fa di tutto per farsi accettare dagli altri e ci si comincia a staccare lentamente dalle gonne di mamma.

Ora io non sono psicologa, ne mi permetto di sentenziare, giudicare o dire a riguardo di questa parte di società davvero complicata, turbolenta in contrasto con il mondo esterno che sta cercando di trovare un suo spazio nel mondo, ma scrivo in veste di chi osserva il loro modus, il loro look, il proprio atteggiamento per apparire.

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Non è difficile fare una descrizione di ciò che indossano, non c’è una grande varietà di stile: c’è l’omologazione, l’allineamento, la squadra, il gruppo, il branco.

In pieno inverno li abbiamo visti indossare pantaloni skinny con tagli orizzontali sul ginocchio e dalle più audaci, tagli all’altezza della coscia, senza calze o collant a proteggerle dal freddo (la loro temperatura corporea per il movimento accelerato degli ormoni è altissima!), maglioni larghi anche di trama larga, tipo costa inglese, di colori che vanno dal grigio chiaro al grigio scuro, per poi passare al nero e, in caso di umore ‘alto’ e senza broncio, nei giorni in cui non viene espressa la frase ‘il mondo ce l’ha con me’, azzardano un colore giallo\marroncino. 

Scarpe da ginnastica, o stivali. I calzini dicono che li hanno messi, ma io non li vedo mai, ho invece modo di vedere un malleolo e una deliziosa caviglia ‘nude look’.

A chiudere o a ‘coprire’ questo ricercato modus c’è il giubbotto blu o verde militare con la lampo tipo arcobaleno.

Sui capelli: non descrivo e non vi dico, la risposta e la descrizione ve la siete data da soli.

Infine il trucco, semplicissimo, difficile vedere delle ‘maschere’, un correttore per coprire qualche brufolino, un filo di mascara nero e un rossetto bordeaux. Operazioni veloci direte voi, noi mamme li compiamo tra un cambio di marcia e un altro andando la mattina al lavoro: loro stanno davanti allo specchio almeno mezz’ora! Infine accessorio incorporato nella mano destra (sinistra per i mancini) il cellulare.

Ho fino a questo momento descritto l’abbigliamento delle adolescenti. Per i maschietti faccio copia incolla per il look del vestiario e per il tempo passato la mattina davanti allo specchio, a fare che cosa, se sono esonerati dal trucco!!!!

Insomma indossano una specie di divisa, forse perché rimpiangono il grembiule, forse perché vogliono risultare ‘anonimi’ o forse perché pongono la loro attenzione ai contenuti della vita, scuola, amore, amicizie e non vogliono apparire ‘frivoli’, superficiali, effimeri.

Sappiamo bene che non è cosi, al contrario, no perché non siano attenti ai ‘contenuti’ della vita, ma perchè tengono molto ad apparire, a piacere, per non essere esclusi dal gruppo. Le loro scelte di look sono una sorta di pass per entrare a far parte di una ‘comitiva’ (termine obsoleto che andava di moda ai miei tempi!).

Guai ad azzardare qualcosa di diverso, un‘eccessiva creatività, un voler apparire originale, controcorrente: sarebbero scartati, isolati.

Dicevo all’inizio, non entro in merito analizzando la cosa in forma psicologica, ho solo capito da mamma, che il loro mondo lo possiamo osservare e non contestare e per entrare anche noi nel loro mondo, assecondarli. Certo sto parlando di look, al contrario non userei la stessa espressione per cose che riguardano comportamenti di vita, azioni che possano danneggiare loro stessi o altri, contrasti verbali fatti di parolacce con i genitori o con i professori. Ecco li c’è un limite, una linea gialla che definisce i ruoli: io sono la mamma, tu sei la figlia, io sono il professore, tu sei l’alunno. Io adulto ti osservo affinché tu non superi quel limite. Da questa parte della linea gialla con amore e professionalità ti insegno i valori di vita, le fasi comportamentali, i buoni principi, ti ascolto mentre esprimi i tuoi dubbi, mentre mi chiedi un consiglio, apro il mio cuore alle tue debolezze. Ma non ti permetto “di rovinarti” la vita o “rovinarla” agli altri.

 

‘Prendete la vostra vita con tutte e due le mani e fatene un capolavoro’ Giovanni Paolo II.

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