L’importanza di essere sé stessi

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Lo spettacolo si chiama “L’importanza di non essere juventini” e da tifosa juventina, decido di andare a vederlo. Il luogo è il Teatro Kopò, la sera un giovedì, in scena due attori Angelo Sateriale e Fulvio Maura due giovani che si sono incontrati, amati e uniti per lavorare insieme, come accade spesso nella magia del teatro.

Una sfida? Ebbene si, sembra proprio una sfida, come quella che Angelo e Fulvio portano sul palco. Ma una sfida che si protrae al di là della semplice sfida calcistica, quella che sembrerebbe portare a teatro. La frase “L’importanza di non essere juventini” viene ripetuta a mo’ di monito per rivedere fatti e atteggiamenti che i personaggi in scena, portano all’attenzione di tutti. E si, perché si parla di tutto, meno che di calcio.

C’è il politico che fa proprio il politico e ribalta le notizie, ci sono gli impiegati che si combattono per la promozione e per il lavoro, ci sono i vecchi del sud che si disperano per quello che non hanno e che no hanno mai avuto, ma che credono sia cosa naturale al nord, ci sono i bambini che scelgono la propria strada, incoraggiati dalle vicende dei genitori, cercando sempre la via più semplice.

Una fotografia dell’Italia, ma soprattutto degli italiani, persone spesso scontente, alla ricerca del giardino dell’altro, ma poco inclini a movimentare la propria vita per realizzare lo stesso nella propria. Una battaglia persa in partenza? O solo una visione di quello che c’è contro quello che potrebbe esserci?

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Son forse queste le domande che rimbalzano all’attenzione dello spettatore e che, tra una risata e un momento di riflessione, lasciano un segno. Ma se alla fine tutti fossimo juventini solo perché per la Juve il cammino verso gli scudetti italiani è stato agevolato o più facile, visto la storia della squadra, cosa resterebbe dell’essere se stesso?

Il testo è scritto da entrambi e portato in scena con sottile ironia e bravura dai giovani artisti che si cimentano in quello che alla fine, viene considerata la vera occupazione italiana: il calcio. Ma al calcio si possono assimilare tutte le altre occupazioni e da li, dalla sfumatura dei colori di una squadra, possono nascere le riflessioni sui comportamenti e gli amori del bel paese.

Angelo Sateriale e Fulvio Maura non arrivano ad una conclusione, ma ci lasciano nelle mani della nostra mente e delle nostre riflessioni, con “L’importanza di non essere juventini” in scena al Teatro Kopò fino al 26 ottobre.

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