La Meravigliosa performance di Parsons Dance al Teatro Brancaccio

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Protagonista di sabato scorso è la musica, ma non quella del Festival di Sanremo, bensì quella che accompagna lo splendido spettacolo del Teatro Brancaccio: Parsons Dance, dove la compagnia americana si è esibita con la sua danza atletica.

Una splendida interazione tra forza fisica, grazia, danza classica e moderna, tra danza e tecnologia. Otto  ballerini, scelti per l’alta preparazione atletica, energia, sex appeal, guidati dal coreografo David Parsons che ha ideato questa compagnia con uno stile particolare tanto da creare coreografie diventata dei veri “cult”.

Sul palco si nota la potenza e la forza di uno spettacolo che ammalia, colpisce dritto al cuore e resta indelebile nell’immaginario di tutti. Una danza che porta la classica a confrontarsi e a rendere propri i vari generi musicali attraverso l’eleganza dei gesti, dei movimenti e dell’aria, dove restano evidenti le incredibili capacità dei ballerini di fluttuare nell’aria. Descrivere la danza di Parsons è come voler descrivere la genialità e l’immaginazione, una cosa difficile: a lui si devono delle scelte ingegnose su un’arte che permette di librarsi nell’aria e nello spazio con la naturalezza dei movimenti. Comprendere cosa comunica è molto più semplice, c’è la forza e la plasticità del corpo, la gestione conscia e precisa dei movimenti, l’ampiezza del palco riempita da ogni gesto.

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Uno spettacolo favoloso eseguito con maestria dai protagonisti e non ce ne vogliano se inseriamo in primis la ballerina italiana Elena D’Amario di cui siamo fieri, ma siamo a Roma e a cui, nella serata di sabato, è stata affidata la coreografia più attesa “Caught”. Con lei sul palco gli altri sette magnifici ballerini: Geena Pacareu, Eoghan Dillon, Zoey Anderson, Justus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele.

A loro va un plauso per impegno, dedizione, lavoro che c’è sicuramente dietro uno spettacolo formidabile come questo, che trasuda energia, positività, amore in ogni performance.

I brani su cui gli otto ballerini hanno eseguito le coreografie originali, sono “Wolfgang” omaggio a Mozart, in cui si sono esibite tre coppie di danzatori, originariamente commissionato e creato per Aspen Santa Fe Ballet, “Kind of Blue” altro omaggio a Miles Davis, anche questo fu commissionato dal Umbria Jazz Festival di Perugia per il 75° anniversario della nascita del jazzista, utilizzando le musiche del suo più venduto,  “Nascimento” un ringraziamento speciale al chitarrista brasiliano Milton Nascimento, “Upend” commissionata da Parsons Dance per la stagione 2017, “Caught”, è considerata la coreografia più attesa ed anche la più richiesta, ideata dal coreografo per se stesso nel 1982 e che grazie ad un gioco di luci stroboscopiche, offre allo spettatore la sensazione che chi balla sia sospeso, fluttui, voli, si muova in aria.

Una sensazione magnifica che ha emozionato il pubblico. L’intero spettacolo offre sensazioni bellissime e, come menzionato, “apre al desiderio nascosto di ogni spettatore di ballare, saltare, e gioire insieme ai ballerini”.

Oltre alle coreografie bisogna lodare i costumi dei ballerini, la parte tecnica dello spettacolo e la direzione artistica. Avere l’occasione di partecipare ad un evento simile, è una gioia non solo per gli occhi, ma anche per il cuore, per l’anima.

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