Io ed Emma un testo per riflettere sul femminicidio

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Ieri sera sono rientrata a casa con una domanda che ha continuato a martellarmi nella mente. Una domanda precisa, netta, che non sono riuscita ad allontanare, nemmeno con la musica. Una domanda cruda, scomoda, come quella che fanno, a volte, i bambini: come si fa a spiegare ad un bambino che il padre ha ucciso la madre? Come si giustifica un atto simile quando negli occhi dei più piccoli dovrebbe apparire solo la serenità, quando i genitori non dovrebbero essere una fonte di rottura ma un punto di unione? Me lo sono chiesta a lungo, senza riuscire a trovare una risposta, una spiegazione valida.

I miei occhi e la mia mente sono stati catturati dalle emozioni di una piccola attrice, che alla fine dello spettacolo, si è così emozionata, da non riuscire a trattenere le lacrime. Perché per quanto tu ne voglia discutere, spiegare, parlare, questa realtà è quasi impossibile da comprendere.

Questo momento così cupo, ce lo racconta “Io ed Emma uno spettacolo contro il femminicidio”, il cui testo e regia sono di Valentina Cognatti mentre l’interpretato è affidata a Loredana Piedimonte, Melania Genna, Sara Aiello e Sofia Freda, andato in scena al Teatro Pretolini di Roma il 27 Novembre.

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Emma è una donna, ma soprattutto la madre di una ragazza che sta per avere un bambino. Il loro rapporto è stato, negli anni, molto altalenante. Emma segue i passi di sua figlia, da bambina spensierata ad adolescente che lentamente prende coscienza della realtà familiare. Lei, l’adulta, è consapevole che i momenti di felicità possono essere rari, ma anche convinta dell’amore che prova per il marito. La giovane, invece, osserva e protesta contro un amore che le appare malato.

Il loro rapporto racconta questo contrasto, ma anche il profondo affetto che lega le due donne, così simili eppure così diverse. Ed è attraverso le parole di entrambe che si snoda davanti ai nostri occhi la storia di Emma, le sue gioie e le sue sofferenze, i timori di una vita passata accanto ad un uomo che le provoca sentimenti contrastanti. Fino all’epilogo, tragico, come quello di tante donne che si ritrovano a fronteggiare uomini violenti.

Le attrici sul palco sono bravissime, capaci di trasmettere emozioni forti e di coinvolgere lo spettatore all’interno della storia, tanto da farla apparire propria. La Piedimonte è bravissima, emozionandoci nelle vesti di una donna che subisce violenza. Si nota che ogni gesto, ogni parola, non è lasciata al caso, ma studiata per immergere lo spettatore nella vicenda. Ciò che ha colpito la mia attenzione è il momento del ricordo che Emma fa della sua vita accanto alla figlia. Le scene si susseguono in modo continuo attraverso un gioco di luci e ombre che ne restituiscono emozioni.

Uno spettacolo di donne per donne e uomini, per riflettere e immergersi in questo mondo così irregolare e pericoloso, che accompagna il mondo femminile. Lo spettacolo sarà in scena a Roma il 1° dicembre al Teatro Abarico.

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