Intervista a Marco Conti, scrittore

In Letterando con

Intervista a Marco Conti scrittore, blogger, in libreria con il suo nuovo libro “L’anima non si arrende”. Conosciamolo più da vicino.

Di cosa tratta il tuo libro “L’anima non si arrende”?

“L’anima non si arrende” è la storia di Marco che innamorato della scrittura e della sua donna, cerca di sbarcare il lunario sperando di diventare uno scrittore professionista. Poi, un giorno il suo romanzo viene veramente pubblicato e diventa un best-seller. Per lui arrivano la fama, il denaro e il riconoscimento del suo talento innato. Marco però in mezzo a tutto questo, perde sé stesso: non riesce più a scrivere, i suoi romanzi sono vuoti, superficiali come la sua vita. La donna che tanto ha amato e che si è fatta da parte per lui, lo lascia per sempre. Per Marco inizia un periodo di crisi interiore. I personaggi che tanto ha amato e che ha saputo costruire dandogli un’anima, si trasformano in incubi che lo tormentano ogni notte come se volessero ribellarsi a lui e a ciò che è diventato.

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Quando tutto sembra andare a rotoli, un’insolita convocazione lo porterà a confrontarsi con il passato scoprendo qualcosa di scioccante, che gli cambierà la vita per sempre. In una Parigi pregna di arte e di storia, stimolante e affascinante come solo questa città può essere, Marco ritroverà sé stesso e l’amore, perché è il titolo stesso a dirlo: l’anima non si arrende. 

Quali altri libri hai scritto?

“L’anima non si arrende” è il mio terzo romanzo. Il primo si intitola “In equilibrio sopra la follia” è stato pubblicato da una piccola casa editrice nel 2009 (pessima esperienza) e nasce da una frase di una delle più belle canzoni di Vasco Rossi: “Sally”. Una frase in cui c’è il bello, il brutto e la follia della vita: “La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”. (diventerà a breve un e-book)

Il secondo è “Aspettando l’alba” che invece è già un e-book, ma che subirà una massiccia revisione sia dal punto di vista del testo che della copertina che sto studiando con un mio amico fotografo Andrea Lanceni che ha curato con grande passione la copertina de “L’anima non si arrende”.

“Aspettando l’alba” dei tre romanzi è quello in cui mi riconosco maggiormente: c’è il cortile in cui sono cresciuto, i miei amici, il luogo in cui ci incontravamo nei pomeriggi d’estate.  

Com’è nato?

“L’anima non si arrende” nasce dalla delusione nata dopo aver letto l’ultimo romanzo di un autore che ho sempre seguito ed apprezzato, ma che col passare del tempo e soprattutto raggiunto quel successo che gli permette di vendere sempre e comunque molto, si è appiattito scrivendo romanzi insulsi in cui secondo me ha davvero perso l’anima che spiccava invece nei suoi primi lavori. Questa cosa mi ha fatto riflettere molto e mi ha portato a creare questa storia in cui il messaggio di fondo è ovviamente che l’arte va sempre stimolata con un entusiasmo che esula dai guadagni o dalla fama, l’arte non deve avere tempistiche o guide da seguire, deve essere libera e deve rispecchiare sempre chi siamo e quello che abbiamo bisogno di dire.

Quanto ti rispecchi nel protagonista della tua storia? In fondo si chiama Marco come te!

Mi rispecchio nella caparbietà di Marco che nonostante tutto continua a credere in sé stesso. Mi rispecchio anche nelle sue debolezze che sembrano allontanarlo dalle sue passioni e dall’amore.   

Come è nata, invece la passione per la scrittura? Eri un lettore assiduo?

La passione per la scrittura c’è sempre stata, figurati che ho scritto il mio primo libro all’età di 9 anni: lo tengo come una reliquia. Ho pubblicato anche un articolo sul mio blog perché è con me da sempre, sono affezionato a quelle poche pagine. Il link per leggere quell’articolo è questo https://marcoscrive.wordpress.com/2017/08/14/giorni-lontani/

Non sono mai stato un lettore accanito, ma ho sempre letto e scritto in parallelo. Anche per questo ho creato un blog, per la mia esigenza di scrivere per raccontare o condividere un’emozione, una gioia o un dolore che sia. 

Cosa spinge uno scrittore a raccontare delle storie?

Io la vivo come un’esigenza, una necessità che nasce all’improvviso o dopo mesi di decantazione. E’ incredibile come possa succedere di non aver nulla da dire per settimane e poi improvvisamente essere travolti da ondate emotive che portano idee, fanno nascere personaggi, che non mi daranno tregua finché non li avrò fatti uscire, finché non li avrò raccontati e vissuti profondamente.

Chi è il tuo primo lettore?

Il mio primo lettore di solito è mia mamma. Lei che era la più scettica, che non voleva neanche saperne della mia prima pubblicazione, ora custodisce gelosamente ogni racconto, ogni romanzo io scriva. Dopo averlo letto mi consegna un foglio dove annota gli errore e tutto ciò che cambierebbe o migliorerebbe. Tengo molto al suo parere anche perché legge moltissimo, è esigente e… non le sfugge nulla. 

Come ti sei sentito la prima volta che è stato pubblicato un tuo scritto?

E’ stata una bella sensazione: il mio libro esposto in tre librerie della mia città, l’articolo sul giornale locale, poi però purtroppo il nulla dovuto alla scarsa serietà della casa editrice che è letteralmente sparita…tutta esperienza. 

Cosa consiglieresti alle persone che si cimentano per la prima volta nella scrittura?

Semplicemente di lasciarsi andare e di non tentare di assomigliare a qualcuno. Purtroppo è un errore che in tanti fanno (io compreso). Succede soprattutto quando ci si affeziona allo stile di uno scrittore che leggiamo spesso. Il bello della scrittura è che non ci sono confini né limiti, basta aver passione e una storia da raccontare, il resto vien da sé.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto lavorando a più cose, come sempre:

Due racconti con i quali parteciperò al Concorso Gian Francesco Straparola di Caravaggio e al Premio Letterario Emozioni 2018.

Ho un romanzo in cantiere che è a buon punto. Mi sono dato l’obbiettivo di finire la prima stesura entro fine 2018.

Sto revisionando il mio primo e-book dandogli una veste più professionale: purtroppo ho avuto troppa fretta di pubblicarlo. Se si fa un paragone con “L’anima non si arrende”, penso si possa notare un grosso salto di qualità sia sull’impaginazione che sulla copertina. Sto rifacendo anche quella, avrà un formato decisamente migliore. N.B. sto pensando anche di crearne una versione cartacea.

Naturalmente ho sempre il mio blog da curare e migliorare.

Ciao e grazie per la tua disponibilità!

Grazie a voi per lo spazio che mi avete concesso.

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