Intervista a “Le Rivoltelle”

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Foto Ufficio Stampa

Band tutta al femminile, Le Rivoltelle, si sta facendo strada nel mondo artistico italiano, riscuotendo apprezzamenti dal mondo della musica e non solo. I loro temi rispecchiano la società attuale e pongono all’attenzione del pubblico situazioni sociali rilevanti.

Le Rivoltelle sono l’esempio del rock duro, deciso, intuitivo e senza paura, che ha caratterizzato questo genere musicale fin dalla sua nascita. Abbiamo rivolto alla band, formata da Elena (voce, violino, sax e chitarra), Alessandra (basso, chitarra, voce e cori), Paola (batteria, percussioni e cori) e Angela (chitarre e cori), alcune domande

La band si chiama rivoltelle da dove nasce il nome?

Rivoltelle è un plurale femminile e si accorda perfettamente a quello che siamo noi e cioè una band tutta al femminile. Metaforicamente le Rivoltelle sono i nostri strumenti con cui “spariamo” le nostre canzoni sperando di arrivare dritte al cuore di chi ci ascolta.

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Chi ha avuto l’idea di formare una band e come mai al femminile?

È stato un incontro di quattro anime differenti che si sono fuse in un’unica grande anima rock. È stato un piccolo miracolo esserci trovate, quattro donne fortemente motivate a sdoganare ogni preconcetto o pregiudizio di genere in nome di una grande passione.

Da dove o come nasce l’amore per la musica?

Ognuna di noi ha un proprio passato artistico- musicale ed un proprio background. A prescindere dalle diverse motivazioni che ci hanno avvicinato alla musica, tutte amiamo suonare e farlo insieme.

E l’impegno per il sociale?

Il nostro impegno nel sociale nasce da una necessità di veicolare attraverso la musica la nostra rabbia verso ogni forma di discriminazioni e pregiudizi.

Chi si occupa e chi sceglie testi e musica?

Lavoriamo insieme, la nostra è una collaborazione a 360 gradi e condividiamo totalmente le scelte operate. Grazie alla nostra produzione, nella persona di Mimmo Cristiani, abbiamo anche la possibilità ci confrontarci con grandi musicisti ed esperti del settore.

I vostri brani hanno una sonorità forte, intensa, come vengono accolti dai nostri fan?

I nostri fans ci seguono proprio perché apprezzano le nostre sonorità ed il nostro modo di fare musica. Un nostro fan scrive sulla nostra pagina Facebook: “ ho trovato il modo di smaltire la rabbia…ascoltare i vostri cd!”

Due brani su tutti rispecchiano un forte impegno sociale da parte vostra: “taglia 38” e “Io non mi inchino”. Come sono nate queste due canzoni?

In merito a “taglia 38”, l’idea di dedicare un pezzo a chi soffre di anoressia e bulimia nasce innanzitutto dalla volontà di non tacere su questo argomento. Dietro queste sindromi ci sono dolore e sofferenza che troppo spesso si consumano in silenzio e nella totale indifferenza da parte di chi non è in grado di comprendere la gravità del problema. Il nostro vuole essere un canto di solidarietà ma soprattutto di vita che possa infondere un po’ di coraggio a chiunque si trovi a vivere questo terribile dramma.

“Io non mi inchino” è una canzone che racconta il sud con gli occhi disincantati di chi quel sud lo ha visto e subito sulla propria pelle. L’idea nasce da una rilettura dell’esperienza di Nicola Gratteri, procuratore antimafia della provincia di Catanzaro. Le immagini evocative suggerite dal brano sono tutte calabresi e rimandano alle processioni religiose ancora in uso nella provincia che hanno come abitudine quella di inchinare la statua portata in processione nei pressi della casa dei mafiosi del luogo. Da questo singolo episodio si sviluppa un testo molto forte che denuncia non solo il fatto in se piuttosto l’atteggiamento remissivo e indolente di chi non ha il coraggio e la forza di ribellarsi. È un canto di rivoluzione e resurrezione insieme che coinvolge non solo il popolo calabrese ma chiunque senta dentro di sé l’esigenza di non accettare passivamente lo stato di cose presenti.

Invece qual è il brano al quale siete legate di più e perché?

Il brano che più di tutti ha segnato la nostra carriera artistica e che ci emoziona ancora tantissimo quando lo suoniamo dal vivo è senza dubbio “La notte”, reinterpretazione di un celebre brano di Salvatore Adamo.

È stato il nostro primo singolo e ci ha permesso di farci conoscere al grande pubblico.

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