Intervista a Giorgia Mazzucato

In Teatrando con

Giorgia Mazzucato è l’artista italiana che rappresenterà l’Italia negli USA e in Messico al Fringe. L’attrice padovana ha accettato, direttamente da Hollywood, di rispondere ad alcune domande sul suo viaggio e sul suo lavoro, ma soprattutto sulla sua esperienza internazionale che la vede protagonista con il teatro italiano.

Salve, è ad Hollywood, e proseguirà per San Diego, Tijuana, dove rappresenterà l’Italia, come si sente?

Mi sento incredibilmente fortunata. Sono stata chiamata da un altro continente per portare il mio lavoro, il lavoro che amo. E’ un privilegio enorme.

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D’altro canto sento anche una grossa responsabilità, verso il mio paese (ndr: unica rappresentante italiana), verso la struttura che rappresento, ovvero La SITI – Scuola Internazionale di Teatro all’Improvviso, e verso me stessa. E’ davvero un passo importante.

Parteciperà ad un Fringe internazionale, cosa pensa di portare dell’Italia e del suo modo di fare teatro, dall’altra parte dell’Oceano?

Diciamocelo, il teatro è nato da noi, nel Mediterraneo… gli americani lo sanno!

Quello che cercherò di portare dell’Italia è l’intensità di parola, corpo e verità. Noi italiani non usiamo mai mezze misure, siamo bianchi o neri, siamo nulli o intensissimi. Intensi nelle parole, quasi carnali, intensi nel corpo, vivo e significante, intensi nella verità, ricercata e indagata. A noi italiani piace raccontare storie, e questo è quello che cercherò di fare al meglio delle mie capacità.

Cos’è “Viviamoci”, cosa rappresenta?

Viviamoci” è un viaggio attraverso una, tre, mille Vite. E’ un viaggio che prova a farci perdere e ritrovare continuamente nelle mille sfumature della nostra Vita. “Viviamoci” è una confessione d’amore verso il nostro difficilissimo e potentissimo vivere.

Dei tre personaggi che lei interpreta, con il quale si è confrontata di più e quale invece, la rappresenta di più?

Che domanda difficile….! Ogni personaggio che creo parte della mia voglia di esplorare qualcosa che non conosco per raccontare al pubblico e a me qualcosa di nuovo e formativo. Tra i tre personaggi posso dire che Aurora (Down nella versione inglese dello spettacolo Lifegate), la ragazzina, mi assomiglia per comicità in quanto i giochi di parole che lei sciorina nel corso della sua parte sono tutti brani che avevo scritto per mio diletto sui banchi di scuola tra medie e liceo. Il personaggio con il quale mi sono confrontata maggiormente invece è sicuramente Maicol (Vito nella versione inglese dello spettacolo Lifegate). Maicol è uno dei più bei personaggi che io abbia mai inventato, forse il più bello. Maicol è semplice, dolce, sensibile ma estremamente limitato nelle possibilità del suo vivere. Mi sono interrogata molto sulle sue condizioni di Vita, sulle sue aspirazioni, sulle sue volontà e contemporaneamente sui suoi limiti e sui suoi demoni. La fine infatti ci rivelerà come il suo sogno sia anche la sua fine.

Come definirebbe “Viviamoci”?

Per usare una metafora presente all’interno del testo potrei dire “una navigata”, sicuramente molto intensa, tra tramonti e tempeste. Aggiungo un’altra definizione, molto emozionante per me, data da moltissimi spettatori dopo le varie repliche: “catartico”. “Viviamoci” è uno spettacolo che la gente torna a vedere ogni tot, cercando e, a quanto pare, trovando, un’importante sensazione di libertà. “Viviamoci” non dà risposte, ma pone delle domande, ben precise.

Che cosa si augura per il suo viaggio internazionale?

Mi auguro di portare il meglio delle mie storie e lasciare qualcosa in chi le ascolterà. Mi auguro di lasciare queste fatidiche “domande” anche a un pubblico così diverso da quello italiano. Mi auguro di lasciare un segno in questo Festival e mi auguro che spettatori e organizzatori possano dire ancora una volta: “Beh, gli italiani lo sanno proprio fare questo lavoro.”

Quali sono gli insegnamenti che segue e che le sono molto utili nel suo lavoro?

Sono un’accanita nemica della mediocrità. Il primo principio dell’arte, a mio modesto parere, è l’energia, intesa in senso letterale, ovvero “capacità di agire”, dal greco. L’artista, l’attore deve agire per rappresentare e cambiare, e per far questo deve mettersi totalmente in gioco, senza riserve. Bisogna donare interamente il proprio pensiero, le proprie energie, il proprio corpo all’arte, sennò in poco tempo si risulta ripetitivi, finti, effimeri.  Dario Fo e Franca Rame mi hanno insegnato cosa significhi avere coraggio, nella Vita e quindi nell’arte; Maria Beatrice Alonzi, co-fondatrice della mia scuola La SITI, mi ha insegnato a valorizzare le mie qualità artistiche dando un nome e un ordine alle cose: mi ripete sempre che questo mestiere è fatto tanto di talento quanto di attitudine: c’è un gran lavoro da fare su se stessi, tra disciplina e consapevolezzaed è un lavoro davvero complicato e invasivo. Infine Andrea Pennacchi, mio Maestro storico, mi ha insegnato cosa significhi raccontare una storia, tra verità e finzione, godimento e sofferenza.

Si appresta ad affrontare una serie di date impegnative, chi porta nel cuore?

Tutti questi Maestri, sicuramente, avendo ricevuto molto da loro e volendo in qualche modo ripagarli, anche solo con una buona prestazione e un pensiero. Aggiungo anche la mia famiglia, sempre presente e “supportiva” e infine gli attori e allievi della mia Scuola. Quest’anno mi hanno davvero inondato di energia e bellezza insegnandomi anche il potere della spensieratezza. Se arrivo carica, felice e pronta a tutto è decisamente anche grazie a loro.

Il suo teatro è stato più volte premiato in Italia, anche da Dario Fo, che l’ha elogiata affermando “forte di una scrittura puntuale ed efficace”. Quali sono le sue emozioni professionali dinanzi a queste conferme?

Sorrido e penso che io abbia ancora migliaia di chilometri da percorrere, ma credo che questa sia davvero la mia strada e che io sia stata davvero fortunata a trovarla così presto.

Lei non scrive solo per il teatro, ma anche per delle web serie, dove si sente più “a casa”?

Il Teatro è casa mia.

Ringraziando la giovane Giorgia Mazzucato per aver risposto alle nostre domande, trovando del tempo per noi nonostante il suo impegno lavorativo, le auguriamo di arrivare molto in alto alle manifestazioni a cui parteciperà. Auguri e a presto!

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