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Intervista a Francisca Berton per “Algeciras” ad Albano Laziale

In Danzando con
Foto Francesco Petrucci – Immagine da web

Algeciras – tra Flamenco e Medioriente” è lo spettacolo che andrà in scena il 4 agosto all’Anfiteatro Romano di Albano Laziale. CulturSocialArt ha rivolto alcune domande a Francisca Berton, ballerina e coreografa di flamenco, figura fondamentale dello spettacolo e della compagnia.

Cos’è “Algeciras – tra Flamenco e Medioriente”?

“Algeciras – tra Flamenco e Medioriente” è uno spettacolo/concerto che porta in scena un esempio di sinergia musicale tra la tradizione andalusa ed il folclore arabo magrebino, un viaggio musicale nella parte più occidentale del Mediterraneo. Il Mediterraneo che separa ed allo stesso tempo unisce la regione spagnola dell’Andalusia al Marocco, due territori e due culture che nella storia si sono incontrate influenzandosi a vicenda.

Da dove nasce l’esigenza di unire tante culture diverse?

Nasce dalla possibile ed in taluni casi necessaria convivenza e dialogo tra le diverse culture. Quindi, “Algeciras” è una performance di musica, danza e di affermazione di un bisogno di tolleranza e libertà, intesa nella sua più larga accezione. Inoltre, nasce dallo studio e la ricerca delle origini delle danze e delle musiche che proponiamo e dalle influenze reciproche, pur mantenendo sempre le identità di ciascuna.

In questo periodo si sente l’esigenza di coesione tra i popoli. Come può “Algeciras” coinvolgere le persone a entrare in contatto tra loro?

Prima di tutto, lo scopo di uno spettacolo è l’intrattenimento; poi, speriamo di lanciare un seme di curiosità e di riflessione. Negli anni abbiamo portato in scena musiche, danze e canti che riscuotono un certo successo e che presuppongono culture che fanno parte del variopinto bacino del Mediterraneo e che, come tali, ci appartengono in qualche modo e che ci arricchiscono.

Cosa affascina di questo progetto?

L’immediatezza delle immagini e dei suoni proposti, il fascino dei tesori culturali che cerchiamo di mettere in scena.

Molti sono gli artisti che collaborano, come si lavora insieme e qual è l’elemento di maggior coesione tra voi?

La collaborazione è nata soprattutto attraverso l’ascolto, poi in sala prove con la sperimentazione e la voglia di migliorarsi costantemente: il repertorio è cambiato molto negli anni, abbiamo tolto ed aggiunto brani, ogni artista ha apportato sue esperienze personali e molto è nato attraverso lo scambio e la condivisione. Quindi, l’elemento di coesione tra noi, pur provenendo da territori musicali diversi, è la gioia di cercare un nuovo percorso comune.

Lo spettacolo sarà in scena ad Albano Laziale, in provincia di Roma, il 4 agosto, cosa prevede la performance? Ci sarà qualche momento speciale?

Lo spettacolo propone “quadri” musicali e coreografici tutti originali; ogni spettatore ha il “compito” di scegliere quale sia il “momento speciale”, il più suggestivo. Puntiamo dritti alla pancia!

L’augurio che fate ad ” Algeciras”?

Nel 2017 sono nove anni di “Algeciras”, di questo progetto in continuo movimento! Ci auguriamo di essere sempre all’altezza del nostro pubblico.

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