Intervista a Elisa Josefina Fattori protagonista di “Frida, la verità elaborata”

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Foto Ufficio Stampa

Frida, la verità elaborata” interpretato da Elisa Josefina Fattori, sarà in scena al Teatro Petrolini di Roma mercoledì 29 marzo ore 21.00. Lo spettacolo parla della grande artista sud americana, Frida Kahlo, che in giovane età è stata vittima di un gravissimo incidente che l’ha costretta a letto e forse, anche alla pittura e alla scrittura. Un personaggio volitivo, incapace di fermarsi dinanzi al destino e che ha accolto il plauso del suo lavoro da ogni parte del mondo.

Sissi Corrado ha intervistato la protagonista della pièce Elisa Josefina Fattori, facendosi raccontare perché la scelta del personaggio e dello spettacolo scritto e diretto da Renato Capitani.

 

Perché interpretare Frida Kahlo?

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Quando l’estate scorsa Renato Capitani mi ha proposto di partecipare alla rassegna “MISF-ATTO 2017” mi ha dato la possibilità di scegliere il ruolo e l’opera che preferivo, un privilegio che non capita quasi mai. Ho scelto “Frida, la verità elaborata” sia perché è stata scritta dallo stesso Capitani – e trovo che lavorare con l’autore di un’opera dia la possibilità di capirla ad un livello più profondo – sia perché questa pièce teatrale è molto bella. Sembra scontato dirlo, forse autoreferenziale dovendo portarla in scena fra pochi giorni, ma “Frida, la verità elaborata” racconta questa meravigliosa pittrice messicana non tralasciando alcun aspetto della sua storia e partendo dall’incidente che le ha segnato e cambiato il corso della vita. Emerge un ritratto completo e molto sentito, o meglio emozionale.

Come ti senti ad interpretare un personaggio così poliedrico come quello di Frida?

Onorata e fortunata. Fin dalle prime letture mi sono resa conto che Frida è stata un personaggio modernissimo e quasi ultraterreno. A diciotto anni, nel 1925, è miracolosamente sopravvissuta ad un incidente che l’aveva devastata, spezzandole la spina dorsale in tre punti. Stiamo parlando del 1925 e del Messico, quindi possiamo immaginare che la medicina e la scienza non fossero propriamente all’avanguardia. Gli stessi medici le avevano prospettato un’esistenza da paralizzata, e in molti – anche oggi – si accontenterebbero di condurre una vita da “spettatori disabili”. Lei invece non si è arresa: si è affermata come pittrice, si è innamorata ed ha sposato Diego Rivera (quasi contro il volere della famiglia che, seppur ricco e famoso, non apprezzava Rivera in quanto comunista e divorziato), ha viaggiato per lavoro ed il suo unico rimpianto è stato quello di non essere riuscita – dopo diversi tentativi – a diventare madre.

Cosa ti ha colpito di Frida? Cosa ami della donna e cosa invece dell’artista?

L’intelligenza profonda. Della donna amo il coraggio e la forza di volontà. Dell’artista amo la sensibilità, che traspare non solo dai suoi dipinti; Frida è stata anche una raffinata scrittrice e poetessa. Le sue pagine rivelano una modernità che rendono attuale ogni suo pensiero. A volte mi domando: Frida sarebbe stata la stessa senza quell’incidente e tutta la sofferenza che ne è derivata? Questo non posso saperlo, ma – anche se il dolore fisico e spirituale spesso spalancano le finestre della creatività – penso che Frida sarebbe stata comunque una grande artista.

Ci sono scelte in campo personale e/o artistico della stessa che non faresti?

Credo che non si possa mai giudicare la vita altrui, proprio perché la vita è un percorso composto da decine di scelte alle quali si è giunti attraverso centinaia di eventi perlopiù fortuiti. Detto questo, sicuramente l’amore per Diego Rivera fu fonte di grande sofferenza (a causa delle sue innumerevoli “scappatelle”). Addirittura nel 1939 divorziarono per il tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, la sorella di Frida, risposandosi però l’anno successivo. Dobbiamo anche riconoscere che se Frida non avesse avuto l’appoggio di Diego e la visibilità che le portò, forse la sua arte non sarebbe emersa in modo così potente ma indubbiamente il loro era un amore sincero e profondo.

Come si prepara un’attrice a interpretare un ruolo così difficile come quello di Frida Kahlo?

Ogni ruolo – che sia da protagonista o secondario – necessita sempre di tre “conditio sine qua non”: tempo, studio e pazienza. Ogni personaggio richiede preparazione e la capacità di dimenticare la propria personalità per indossarne un’altra. Sicuramente avere un personaggio principale rappresenta una grande responsabilità nei confronti dello spettacolo, del regista, dei colleghi attori ma il bello d’interpretare Frida è quello di riflettersi in una personalità grandiosa e al tempo stesso molto umana che racchiude tratti, esperienze ed emozioni che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita.

Cosa ha dato Frida a Elisa Josefina e viceversa?

La consapevolezza del dolore, e che la salute è qualcosa che diamo troppo spesso per scontata. Personalmente non ho mai avuto grandi problemi di salute ed è stata la prima volta che ho interpretato un personaggio sofferente dal punto di vista fisico. Frida è stata una grande artista a prescindere dalla malattia, dal dolore con il quale ha imparato – suo malgrado – a convivere. Su questo aspetto della sua storia ho riflettuto molto, in questi mesi. Per quanto mi riguarda, ho cercato di restituire a Frida entusiasmo ed emozione: è un personaggio che ho amato e rispettato fin dall’inizio. La sua vita e la sua personalità dovrebbero essere prese ad esempio nei momenti di sconforto.

Chi sono i tuoi compagni di viaggio?

Renato Capitani, regista ed autore del testo, interpreterà il “Critico d’arte”, Carlotta Filippini la “Morte”, Giulia Lacorte la “Frida dell’età giovanile” e Grazia Leone la “Frida della maturità”.

Cosa ti aspetti da “Frida, la verità elaborata”?

Niente. Nel senso che una volta preparato e messo a punto uno spettacolo lo si regala al pubblico, lo si lascia andare come un animale selvatico dopo un periodo di cure in cattività. Questa immagine mi piace molto: è come lanciare un’aquila verso il cielo. Ovviamente si spera che il lavoro fatto piaccia ed emozioni, ma solo gli spettatori potranno dirlo.

Dopo l’interpretazione di un personaggio così complesso ed importante, cosa ha in serbo Elisa per il suo pubblico?

La prossima primavera tornerò a teatro con Renato Capitani, mentre ad ottobre 2018 c’è in cantiere un progetto artistico con un mio amico e collega attore, Lorenzo Villa.

 

Elisa Josefina Fattori  in

“Frida, la verità elaborata”

Rassegna MISF-ATTO 2017

Testo e regia di Renato Capitani

e con Renato Capitani, Carlotta Filippini, Giulia Lacorte e Grazia Leone

Teatro Petrolini Via Rubattino, 5 – ROMA

Mercoledì 29 marzo 2017 ore 21:00

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