Intervista agli attori di Quando eravamo repressi 3.0

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Mentre continua il successo di “Quando eravamo repressi 3.0” al Teatro Ghione, abbiamo intervistato gli attori protagonisti di questa commedia scritta e diretta da Pino Quartullo, che in passato ha fatto tanto scalpore e che adesso viene riproposta raggiungendo serate di sold out. Si parla di sesso, si parla di relazioni e soprattutto si parla d’amore.

Francesca Bellucci, Matteo Cirillo, Annabella Calabrese e Tiziano Floreani, rispettivamente Isabella, Federico, Petra e Massimiliano.  

Quanto pensate possa essere attuale questo spettacolo oggi?

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Francesca Bellucci: La grandezza di questo testo sta proprio nella sua attualità, sembra essere stato scritto ieri e invece è stato scritto 26 anni fa. Questo perché i problemi di coppia ci riguardano sempre molto da vicino. E soprattutto in un epoca come questa dove tutto è molto veloce, la noia da calo del desiderio mi sembra davvero il centro di molte relazioni, anche giovani.

Matteo Cirillo: Io credo che lo spettacolo sia molto attuale (forse era troppo avanti per quei tempi), i problemi di coppia ci sono, ci sono sempre stati e sempre ci saranno.

Annabella Calabrese: La forza di questo spettacolo sta proprio nella sua attualità. Credo che sia incredibile che Pino Quartullo possa aver previsto in maniera così dettagliata come si sarebbero evolute le relazioni negli anni seguenti. Il mio personaggio, ad esempio, Petra, è molto amato dal pubblico femminile perché rappresenta proprio una grande fetta di donne intraprendenti e creative, che al giorno d’oggi sono in molte.

Tiziano Floreani: Secondo me molto più di allora. È ancora più difficile convivere, oltre alla difficoltà del periodo storico in cui viviamo siamo distratti da tutto ciò che ci circonda. Internet e le nuove tecnologie hanno invaso completamente i nostri spazi creando una mancanza di comunicazione che invece è vitale in una coppia. Passiamo ore con i cellulari, viviamo vite parallele sui social, giochi di tutti i tipi ecc… Questo toglie attenzione ed energia, il rapporto non può che risentirne. E allora può succedere benissimo che tutti e due cerchino  qualcosa di “diverso” che dia loro nuovi stimoli.

 

C’è per caso una situazione nella quale vi siete ritrovati?

F. B.: Si, e credo che ogni spettatore avrà la possibilità di riconoscersi almeno in un dei quadri che vengono raccontati.

M. C.: Si, lo spettacolo è fatto a quadri e io mi sono ritrovato in un quadro simile e credo che tutti si rispecchino in almeno uno di essi.

A. C.: In prima persona non mi sono ritrovata in nessuna delle situazioni che capitano al mio personaggio. In compenso, una mia cara amica qualche anno fa mi raccontò delle sue “situazioni sexy”, che sono estremamente simili a quelle realizzate da Petra (ulteriore dimostrazione dell’attualità del testo).

T. F.: Beh forse in piccoli momenti che puoi vivere anche in una situazione normale, sicuramente… ma, almeno io, non ho mai avuto un’esperienza da scambista… ma mai dire mai…

 

Cos’è il sesso per voi? E l’amore?

F. B.: È una forma di condivisone e di conoscenza molto profonda e anche molto divertente. Come anche l’amore, l’ unica complicazione è che bisogna essere davvero molto generosi per amare davvero qualcuno, e per lasciarsi amare. Il sesso è solo apparentemente più facile… La vera magia si ha quando sesso e amore si incontrano.

M. C.: Il sesso per me è un momento di condivisione intima con un’altra persona. L’amore per me è libertà, perché fino a quando non si è innamorati si è sempre in cerca di qualcosa e fino a quando sei in ricerca di qualcosa non sei libero.

A. C.: Per me l’amore è il sentimento che si instaura quando due anime si completano a vicenda e il sesso, non è nient’altro che il punto di maggior fusione tra di esse.

T. F.: Il sesso per me è fondamentale, ci riporta al nostro istinto primordiale. Non dimentichiamoci che siamo animali…

L’amore é stato sempre molto importante per me, forse un po’ troppo… Sono sempre stato innamorato dell’amore. Quando arriva ti travolge con tutta la sua forza, non c’è emozione più bella. Sono un inguaribile romantico, anche se non sembra.

 

Quali caratteristiche del vostro personaggio si rispecchiano in voi e quali invece non avete e vorreste o non vorreste?

F. B.: Sicuramente l’ironia. Una cosa che non mi appartiene è forse la sua apparente antipatia che però da recitare è irresistibile… è un po’ il fascino che hanno i personaggi cattivi. Sono divertentissimi da interpretare.

M. C.: La caratteristica in cui mi rispecchio con Federico è sicuramente quella di perdersi nei pensieri. Quello che non vorrei avere di lui, è sicuramente la sua donna: Isabella.

A. C.: Una caratteristica che condivido con Petra è sicuramente l’essere apparentemente molto forte, ma debole e introspettiva nel profondo. Al contrario non condivido con lei i suoi modi semplici, ma anche l’eccessiva aggressività sessuale. Però è un personaggio che amo molto e nel quale in parte riesco a rivedermi.

T. F.: Per interpretare questo ruolo ho potuto attingere molto dal mio vissuto, infatti c’è molto di Tiziano in Massimiliano, anche se in teatro è tutto molto enfatizzato, é ovvio.

Mi affascina il suo essere “guru del sesso”. Lui é davvero preparato, anche se a suo modo. Ha studiato per far godere. Infatti non per niente cita Reich, la fase di Plateau e il sistema di Masters e Johnson.
Anche un po’ di spavalderia in più come è lui non mi dispiacerebbe…nel nostro ambiente serve sempre! La cosa che non vorrei invece è il suo modo coatto di parlare e di muoversi, creato apposta per lo spettacolo.

 

Raccontateci un episodio divertente accaduto durante la preparazione della commedia.

F. B.: Un aneddoto divertente? Beh non è facile sceglierne uno… Abbiamo passato le prove a ridere… e ancora oggi, ci divertiamo così tanto, che la parte più difficile è restare seri.

M. C.: Un episodio divertente è sicuramente quella del mio primo giorno di prove. I primi dieci minuti di prove si svolgono a letto con una delle due attrici, ottimo esercizio per trovare sintonia scenica con il partner, dopo altri dieci minuti arriva nel mio letto anche l’altra attrice… come inizio niente male mi dico! Ma poi il giorno dopo mi ritrovo a letto con l’altro attore… era troppo bello per essere vero…

A. C.: Ce ne sarebbero veramente tantissimi da raccontarvi, perché in questi mesi con Pino e gli altri attori della compagnia ci siamo veramente divertiti molto. Mi ricordo, in particolare, il giorno in cui il povero Matteo Cirillo (entrato tra l’altro nello spettacolo da meno di un giorno), si trovò a provare una delle scene dello spettacolo dove lo picchio ripetutamente. A furia di provarla e riprovarla era pieno di lividi! Ma anche la difficoltà nel rimanere seri mentre Francesca e Tiziano provavano la scena degli attrezzi erotici… insomma diciamo che in questo spettacolo si ride tanto e lo si è fatto molto anche durante le prove!

T. F.: Non so scegliere solo un episodio divertente, ma sono certo che se verrete a teatro ne vedrete più di uno.

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