Il divertimento di “HOUSES, chi ci entra è perduto!” al Teatro Belli di Roma

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Ieri 2 ottobre, al Teatro Belli di Roma, è andato in scena la prima nazionale dello spettacolo “HOUSES, chi ci entra è perduto!

Scritto da Andrea Lolli, con Elisa di Eusanio, Carla Ferraro, Valentina Martino Ghiglia, Silvia Siravo. La voce di Dio è di Francesco Pannofino, la regia di Ferdinando Ceriani.

Sedici storie di donne, che potrebbero essere le nostre vicine di casa, storie di tutti i giorni, storie conosciute, a volte surreali, che si possono nascondere dietro una semplice porta. E proprio  una porta è tutta la scenografia. Fantastica.

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Una porta che da l’idea di un dentro e di un fuori, di un prima e di un dopo, di qualcosa nascosto, segreto.

Si inizia con due signore delle pulizie che sognano una vita migliore, e cercano di sbirciare dietro quelle porte dei pianerottoli che puliscono. Si passa così alla 40enne, triste e sola che finalmente può comprare casa, ma con qualche compromesso, direi sette. Troviamo poi la signora che vuole affittare casa, ma qualcuno di molto particolare, non è d’accordo; la sarta che tutto vede dalle finestre. Una psicologa che… avrebbe bisogno di una psicologa. E così via, sedici personaggi, sedici donne interpretate da quattro attrici bravissime. Attrici capaci di trasformarsi in personaggi anche molto distanti tra loro, di far arrivare al pubblico l’emozione, la noia, il successo, la frustrazione e altro delle donne interpretate.

Veramente brave le quattro attrici; in modo particolare le interpretazioni di Elisa di Eusanio che ha saputo dare vita a personaggi meravigliosi e molto differenti tra loro.

Un brava va sicuramente ai costumi di Metella Raboni, capace con pochi accorgimenti di trasmettere al pubblico il carattere del personaggio.

Complimenti ad Andrea Lolli per aver scritto qualcosa di diverso dal solito, uno spettacolo che fa ridere ma allo stesso tempo che fa pensare e riflettere. Complimenti al regista per aver saputo dirigere le attrici in uno spettacolo che altrimenti sarebbe stato, forse, caotico.

Perfette le luci e la musica e le coreografie, che hanno composto la cornice di questo splendido quadro.

Uno spettacolo da andare a vedere, scritto diretto e interpretato egregiamente, ironico e divertente, che ti tiene per quasi due ore con il sorriso sulle labbra.

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