“I nostri ragazzi”

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foto-i-nostri-ragazzi-11-low-1024x707È uscito da pochi giorni nelle sale cinematografiche “I nostri ragazzi” del regista Ivano De Matteo, presentato anche al Festival del Cinema di Venezia, interpretato da Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova e dai giovani Rosabell Laurenti Sellers e Jacopo Olmo Antinori.

Il film, liberamente ispirato al romanzo “La cena” di Herman Koch, racconta di due fratelli, un avvocato penalista di grido e un medico chirurgo di pediatria, rispettivamente Gassmann e Lo Cascio, che si incontrano ogni mese per una cena con le rispettive mogli, nella quale si parla di tutto tranne delle cose importanti. In una di queste l’argomento cade su un poliziotto che accidentalmente ha ucciso un uomo che lo voleva aggredire. I due fratelli si scontrano perché l’uno ha in cura il bambino ferito anche lui dal colpo di pistola e l’altro difende il poliziotto. Una scelta che segue anche le caratteristiche delle famiglie, una dedita al sociale, l’altra alla carriera.

I ruoli dei protagonisti si scambiano e tutto si ribalta quando le due famiglie sono di fronte a un video che accusa i propri figli di un misfatto. In questo caso ci si chiede quanto siamo diversi da ciò che siamo e dall’immagine che ci creiamo.

Cosa accade quando ad essere giudicati sono i nostri ragazzi? Quale atteggiamento si prende se a gestire la situazione sono proprio i genitori che si vedono costretti a prendere decisioni importanti sul futuro degli stessi, anche quando hanno commesso atti malvagi?

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Immagine da web
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È questo che il regista De Matteo, che ne è anche sceneggiatore, insieme a Valentina Ferlan, cerca di evidenziare, parlando, ancora una volta, della famiglia. Specchio di una società che spesso si rivela il contrario di quello che professa, la famiglia evidenziata ne “I nostri ragazzi”, ne rispecchia tutta la complessità moderna, vista in modo crudele e duro da parte del regista che visiona il nucleo familiare. “La ragione del cuore spesso va contro la giustizia” afferma De Matteo, cercando di indagare attraverso il film, fino a che punto un genitore può spingersi per salvare la felicità della propria famiglia.

Un film da vedere non solo per il tema interessante e ben presentato, ma anche per l’ottima interpretazione degli attori. Bello, crudele, mai monotono, cattura per l’ampia presenza di temi e contraddizioni, tutte quelle che, alla fine, ci rendono vicini, come famiglie, alla pellicola.

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