Halloween VS festività dei defunti

In Moda

Il 31 ottobre, come “Il sabato del villaggio” di Giacomo Leopardi si respirava un’aria di festa, in attesa della sera, ma già per i più piccoli dalla mattina era un divertimento per il cosiddetto trick or treat, dolcetto o scherzetto?…scuole e strade piene di maschere e zucche che camminavano.

Non bastavano le nostre tradizioni o leggende: abbiamo dovuto importarle da lontano, non bastavano le nostre di streghe, mascherate quotidianamente da abiti civili, che ne abbiamo aggiunte di altre, certo per un solo giorno, ma l’impatto non è certo piacevole.

La notte delle Lumere arriva dai Paesi Celtici e nasce attorno al Medioevo e  poi si è nel tempo e nello spazio evoluta. E con un secco colpo di fianchi, arrivando anche in Italia ha spodestato la nostra genuina festa dei Morti.

Se ti piacciono i nostri articoli e le nostre interviste, seguici anche sul nostro canale di Youtube

Ma vi ricordate? I nonni che arrivavano il 2 novembre con un regalo da ‘parte dei morti’, e noi questi morti li amavano, non ci facevano paura, anzi dicevamo al nonno: ‘ma tu quando muori, così avrò un altro regalo?

Io del ‘69, sicula, non posso accettare Halloween, mi sembra una festa di plastica, senza emozioni, in cui sì, i bambini di oggi si divertono, ma perché nessuno di noi adulti gli ha tramandato la nostra vera festa, in cui si intrecciavano emozioni vere, vissute in famiglia, con nonni, cugini zii, fratelli, dove il cibo tipico della festa non erano caramelle gommose piene di coloranti, piuttosto biscotti fatti in casa, i “tutu“, le ‘rame di Napoli“, le “ossa dei Morti“. E poi pasta al forno, ragù cucinato dalle 5 della mattina il cui odore si incastrava dentro gli armadi e sui vestiti della festa. Ecco: i vestiti della festa. Si provvedeva alla prima realizzazione o acquisto del capo o accessorio invernale: le scarpe che avresti portato tutto l’inverno, il cappotto che, o era ereditato dai fratelli più grandi o la mamma ti aveva cucito su misura per te, ma che avresti indossato tutta l’intera stagione, con orgoglio e massimo rispetto.

Il vestito della festa era sempre “principesco“. Ricordo un abito scozzese rosso, con collettino bianco ricamato e bordato di rosso, maniche a sbuffo e gonna arricciata con sotto crinolina, calze bianche e ballerine di vernice, in braccio a mio nonno, che orgoglioso mi mostrava il regalo “dei morti” , ma fiero di tenere sulle braccia una tale principessa.

E non può non essere ricordata la “sfilata di moda” al cimitero il 2 novembre. Si andavano a visitare i defunti con il vestito nuovo, si giocava tra le lapidi con i regali appena ricevuti, le mamme e le zie sfoggiavano colli di pelliccia (con sottostante sudore, in Sicilia il freddo vero e proprio inizia a gennaio).

Era tutta una festa. Esorcizzavamo la morte cosi, non avevamo bisogno di importare zucche o streghe estere, avevamo i nostri magnifici rituali.

La tradizione non consiste nel conservare le ceneri ma nel mantenere viva una fiamma.(Jean Jaurès)

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

NELLA MIA TESTA al TEATRO IVELISE di Roma

COMUNICATO STAMPA                   TEATRO IVELISE E’ LIETO DI PRESENTARE IL PRIMO SPETTACOLO DI STAND – UP COMEDY NELLA STORIA DELLE

Read More...

Groppi d’amore nella scuraglia al Teatrosophia di Roma

Carichi Sospesi presenta   GROPPI D'AMORE NELLA SCURAGLIA   dal 15 al 18 novembre 2018   Teatrosophia via della Vetrina 7, Roma Ha fatto innamorare il pubblico

Read More...

Nella giungla delle città al Teatro Trastevere di Roma

Comunicato Stampa Associazione Culturale Teatro Trastevere è lieta di RICORDARE un Evento imperdibile con il Teatro D'Autore   Nella giungla delle città im

Read More...

Mobile Sliding Menu