Guardastelle nel cielo di Roma

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GUardastelle - Foto Sissi©
GUardastelle – Foto Sissi©

Una versione del Piccolo principe, commovente e ricca di pathos quella presentata nel cielo di Roma dal titolo “Guardastelle”, per la regia di Angelita Puliafito e un cast eccezionale partendo dal protagonista, il giovane Danilo Turnaturi che ha saputo interiorizzare e rendere proprio il personaggio regalando momenti emozionanti e rosariflessivi, contornato da un insieme di attori di tutto rispetto, Romano Talevi, Alessandro Bevilacqua, Davide Di Meglio, Francesca Stajano, Rita Pasqualoni, Alessia Di Fusco, Giorgio  Zela. La parte scenica affidata ai disegni di Giorgia Sbaraglia, fonia e luci di Enrico Marcacci, coreografie di Sabina Parisi e il trucco di Jenny Tomasello.

Ci si immerge immediatamente in questa storia romantica dai tratti struggenti e commoventi che è stata volutamente legata alla vicenda del piccolo Aylan Kurdi, il bimbo siriano immortalato sulla spiaggia, ormai senza vita, con i suoi calzoncini blu e la polore rossa. È proprio la polo rossa che accompagna il viaggio del Piccolo principe attraverso la scoperta dei mondi, delle nostre emozioni e dei nostri desideri. Un testo incantevole e sapientemente interpretato che passa dalla spensieratezza dei personaggi presenti sui mondi visitati incontrando personaggi che restano nell’immaginario di ognuno di noi. Si passa poi alla più emozionante e struggente seconda parte in cui vi è l’incontro con la volpe che spiega le realtà umane, per raggiungere emozioni forti nel suo dialogo con l’aviatore interpretato da un eccellente Talevi che accompagna dal vivo con la sua chitarra, la parte musicale, i cui testi sono indicativi, emozionanti e suggestivi.

lumiereLa commedia musicale ha ritmi sostenuti e ben delineati che si affacciano al pubblico invitandolo a seguire e commuovendolo in scene particolarmente intense. Unica nota stonata è qualche imperfezione musicale: non tutti i brani sono stati eseguiti perfettamente e non tutti sono stati recepiti in modo chiaro dal pubblico. Però a onor di cronaca va anche sottolineato che il palcoscenico non era perfettamente adatto alla performance. Bella la scenografia, come le immagini che scorrono sullo sfondo della parete e belli anche i costumi.

Lo spettacolo ha uno spirito legato al sociale da cui trae forza. È il racconto della ricerca di una nuova vita, della cartografosperanza che si infrange con la dura realtà, quella che accompagna sempre più spesso i migranti del Mediterraneo. Il tutto si regge anche sulla professionalità degli attori da cui emerge come già detto il giovane Turnaturi, tutti sapientemente diretti dalla Puliafito che si dimostra, ancora una volta, un’ottima regista non solo nella scelta dei suoi interpreti, ma anche nella gestione di uno spettacolo che per lei rappresenta una prima esperienza del genere.

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