Ettore Scola ci ha lasciati

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Ci lascia un grande del cinema italiano, il regista e sceneggiatore Ettore Scola. Aveva 84 anni ed era nato a Trevico in provincia di Avellino, nel 1931. Da bambino lascia la sua città natale e si trasferisce a Roma con tutta la sua famiglia. Qui studia e impara quello che per lui diventerà il suo mestiere: il cinema.

Tantissimi i film che l’uomo aveva diretto e scritto, come lo sono i tanti attori che aveva seguito sulla scena: “C’eravamo tanto amati“, “Una giornata particolare“, “La famiglia” solo per citare quelli di maggior successo e impatto. Scola sapeva rappresentare e cogliere tutte le sfumature della società italiana, rappresentandola in scene davvero suggestive.

Riservato, non amante dei titoli altisonanti, non ha mai rinunciato all’autoironia e soprattutto è stato un uomo sempre in prima fila nelle battaglie civili e artistiche italiane. Non a caso si è spento nel riserbo, tra l’intimità della sua famiglia.

Una vita dedicata al cinema italiano, che lo ha visto crescere insieme ai grandi maestri quali Ruggero Maccari, Steno, Antonio Pietrangeli, Totò, Sordi. La sua carriera inizia come sceneggiatore nei primi anni ’50, con pellicole come “Un americano a Roma“, “Il conte Max” ed altre pellicole, crescono negli anni con il suo primo film dietro la macchina da presa nel 1964 “Se permettete parliamo di donne“. Il suo primo successo come regista arriva nel 1968, nella pellicola dove dirige Alberto Sordi, “Riusciranno i nostri eroi“.

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Il successo, quello che lo consacrerà del tutto come Maestro del cinema italiano, arriverà con le pellicole degli anni ’70, con film come “La famiglia” ecc. Nella sua bacheca ci sono 8 David di Donatello, compreso quello che gli fu assegnato nel 2011 alla carriera, ma ha vinto anche a Cannes e Venezia. Per quattro volte è stato anche nominato per l’Oscar.

Il suo interesse negli ultimi anni si era spinto verso i giovani, verso la cultura cinematografica che aveva e ha ancora adesso, bisogno di sostegno e di buoni autori e attori. Ha tenuto a battesimo molte imprese culturali, tra cui la Casa del Cinema a Roma, il Festival di Annecy e di Bari, la Festa di Roma, che lo ebbe presidente di giuria nel suo primo anno, era il 2006.

Un uomo che aveva molti interessi a livello culturale: libri, disegno, musica, ma non si è mai sentito un grande intellettuale quale era considerato.

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