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Esce “Delitto e Castigo Remake” di Renato Esposito

In Letterando con

In occasione dell’uscita del nuovo libro di Renato Esposito, “Delitto e Castigo Remake”, abbiamo rivolto alcune domande all’autore, conosciuto al pubblico già per altri romanzi, fra cui “La guerra dei topi e delle rane” che abbiamo recensito proprio qualche tempo fa. Uno scrittore che ha al suo attivo una serie di libri e che spazia tra generi diversi. Questa volta si è autoprodotto e  il libro potrà essere acquistato in formato cartaceo o digitale su Amazon dal 23 giugno. In anteprima lo abbiamo letto e rivolto alcune domande all’autore.

Esce il 23 giugno “Delitto e Castigo Remake”, l’ultima fatica letteraria di Renato Esposito. La prima domanda è: come si sente Renato oggi?

Uno scrittore che, tecnicamente parlando, ha raggiunto un ottimo livello, ciò anche grazie a quest’ultima opera: “confrontarmi” con Dostoevskij è stato difficile e frustrante, ma mi ha arricchito enormemente come autore. 

Questo nuovo libro è una rivisitazione del celebre libro “Delitto e Castigo” e nella premessa parli delle motivazioni, quindi, in breve, perché rivisitarlo?

L’opera di modernizzazione, ricordo che l’originale risale all’Ottocento, si è estrinsecata sia a livello di stile che di contesto. Per quanto concerne lo stile ho scelto un linguaggio più asciutto e diretto, veloce, mentre dal lato del contesto ho collocato la storia in un futuro prossimo distopico. Anche l’intento di fondo è stato duplice: da un lato invogliare chi non ha mai letto Delitto e Castigo a scoprirlo proprio grazie a questa versione più “digeribile” e dall’altro offrire una nuova esperienza di lettura a chi la storia già la conosce e ama.

Cosa ti ha colpito del libro russo?

Tutto, dall’inizio alla fine. Quando lo lessi la prima volta ne rimasi scioccato. Dovendo scegliere qualcosa che mi ha colpito di più, allora direi il secondo capitolo, fu leggendolo che mi resi pienamente conto delle potenzialità della letteratura e del perché sia superiore a qualsiasi altra arte.

Il trasporto nel mondo moderno della storia, come lo hai vissuto?

A volte è stato piuttosto complicato ricontestualizzare certe dinamiche narrative, ma credo di essermela cavata più che dignitosamente.

Qual è la parte del protagonista, Raskol’nikòv, che ti è piaciuta di più nel libro di Fëdor Dostoevskij e quella che hai trasportato con maggior difficoltà nel tuo libro?

Raskol’nikòv è un buono che agisce da cattivo, una contraddizione sublime, su cui è stato meraviglioso lavorare. Allo stesso tempo Raskol’nikòv è un puro, che non accetta né compromessi né mezze misure, per lui o è bianco o è nero, per questo non è stato difficile farlo agire e parlare, perché tutti noi abbiamo avuto un periodo della nostra vita in cui eravamo innocenti e ribelli.

La tua scrittura è molto più scorrevole, invoglia ad aprire il libro di Dostoevskij, potrebbe essere una motivazione maggiore per far amare i classici anche a chi legge poco o nulla?

È stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere questa rivisitazione.

Nella nostra personalità sono presenti tutti i sentimenti, come combatte Renato l’istinto omicida?

L’istinto omicida, in me come fortunatamente nella maggior parte delle persone, è molto blando, nel senso che ogni tanto può capitare di pensare “io a quello lo ammazzerei”, ma non mi sognerei mai di farlo effettivamente. Non riesco a immaginare cosa possa scattare nella mente di un individuo per far sì che diventi un’omicida, suppongo che questa sia materia più per psichiatri che per scrittori. Ho potuto parlare di Raskol’nikòv perché nemmeno lui è un omicida, nel senso che la violenza lo ripugna, e decide di uccidere soltanto dopo una deliberata, ma tormentatissima, forzatura al suo sistema di valori morali.

Da ieri a oggi i sentimenti non sono cambiati, com’è cambiato invece l’uomo?

Salvo rare e confortanti eccezioni, fondamentalmente l’uomo non è cambiato, è lo stesso animale avido ed egoista di sempre.

Come hai affrontato la personalità della donna, così evidente in questo tuo lavoro?

Nel romanzo ci sono diversi personaggi femminili e con personalità ben definite. L’approccio è stato lo stesso usato per i caratteri maschili, ossia attenzione a farli comportare coerentemente ai loro tratti distintivi.

Quali sono secondo te, le urgenze letterarie di oggi? Le possiamo rivedere o rivivere all’interno di “Delitto e Castigo Remake”? Come e perché?

Un romanzo dovrebbe istruire divertendo, ampliare la comprensione dei fenomeni che regolano le nostre emozioni e decisioni, perché è grazie a questo tipo di cultura che è possibile migliorare noi stessi e, di conseguenza, il mondo. Delitto e castigo è un esempio perfetto del compito che la letteratura dovrebbe assolvere in ogni epoca.

 

Ringraziamo Renato Esposito per aver risposto alle nostre domande, incuriosendo non solo noi, ma speriamo, anche altri lettori non solo sul suo romanzo, ma anche su “Delitto e castigo” una delle opere più famose della letteratura russa.

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