Effetto serra inarrestabile, intervenire adesso per evitare disastri ambientali

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Lo avevano previsto già quando era stato adottato il protocollo di Kyoto, se le immissioni nell’aria di gas serra non si fossero abbassate, il mondo sarebbe andato in contro ad un disastro naturale. Ci sono voluti anni perché stati importanti e a forte emissione di gas, accettassero di firmare il protocollo, impegnandosi a ridurre le emissioni di gas. Tra gli stati che non hanno aderito, anche gli Stati Uniti che da soli producono circa il 36% di emissioni di biossido di carbonio. Il trattato, firmato negli ultimi mesi di governo di Bill Clinton, spinto dal suo vice, Al Gore, molto vicino alle problematiche ambientaliste, fu ritirato da George W. Bush appena insediatosi alla Casa Bianca.

Da quel lontano 1997, precisamente l’11 dicembre, nella città di Kyoto, dal quale il trattato internazionale prende il nome, l’accordo prevedeva l’entrata in vigore dello stesso, solo il 16 febbraio 2005, un tempo allora adeguato perché tutti gli stati firmatari potessero rientrare nelle limitazioni atmosferiche. Nello stesso si chiede di ridurre l’inquinamento limitando le emissioni di gas come metano, ossido di azoto, biossido di carbonio, idrofluorocarburi, per fluorocarburi, esafluoruro. Ciò non vuole impedirne lo sviluppo, ma scegliere, per i consumi di energia e altro, energie pulite.

L’allarme, però, non è stato accettato o il protocollo non sempre eseguito, per questo oggi ci ritroviamo a fronteggiare un nuovo allarme. Infatti secondo un rapporto presentato a Copenaghen dal Gruppo di esperti sul clima dell’Onu (Ipcc), si afferma che la concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli altissimi, mai registrati negli ultimi 800 anni.

Cosa accadrà al futuro del nostro pianeta? Se non ci saranno effettivi e drastici cambiamenti nel nostro modo di vivere e produrre gas nocivi, si aspetta l’innalzamento della temperatura e quindi rischiamo un capovolgimento del ciclo vitale del pianeta stesso.

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I provvedimenti urgenti e effettuati in breve tempo, potrebbero aiutare il pianeta Terra a ridurre l’innalzamento delle temperature, entro i due gradi, ma bisogna fare presto e bisogna anche che il mondo intero prenda coscienza delle sue responsabilità, pensando al futuro dei propri figli e nipoti e non solo a sé stessi.

In questo caso è intervenuto anche John Kerry, Segretario di Stato degli Stati Uniti che ha commentato il rapporto dicendo che “quelli che decidono di ignorare o contestualizzare i dati chiaramente esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi, i nostri figli e i nostri nipoti”.

Anche il Ministro dell’Ambiente italiano, Gianluca Galletti, in visita in questi giorni in Cina, altro paese dove la produzione di gas tossici è un reale problema, ha commentato su Twitter che il rapporto Ipcc richiama le responsabilità del mondo e che “serve una presa di coscienza” da parte di tutti.

Preoccupazione è stata espressa anche dal Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, il quale ha sottolineato che il nostro pianeta si riscalda ad una velocità “senza precedenti” e che bisogna intervenire per “ridurre le emissioni di CO2”.

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