Compagnia Teatro in testa e il suo “L’importanza di chiamarsi Ernesto”

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Foto Jo Parise

La “Compagnia Teatro in testa” formatasi con elementi provenienti dal corso intensivo di Teatro in Testa, è composta da Fabio Barbanti, Cinzia Chiani, Roberta Donnnangelo, Elena Giovanardi, Rosa Goodman, Arcangela Mancino, Massimo Marsini, Adriana Pastore, Roberta Pintus, Marcello Patrizii, Mimma Patrone, Tiziana Salacone, Federica Sconocchia ed è diretta da Alessia Di Pasquale. Come lavoro finale quest’anno ha presentato lo spettacolo “L’importanza di chiamarsi Ernesto” commedia di Oscar Wilde. A dare supporto alla regia, le coreografie di Eugenio Dura e per i costumi Mimì&Cocò .

Lo spettacolo è stato l’impegnativo: “The Importance of Being Earnest“, un testo in tre atti di Oscar Wilde, la cui prima messa in scena risale al 1895, ma anche uno dei maggiori successi dell’autore, portato in scena già moltissime volte a teatro e non solo, rappresenta anche una delle commedie più rimaneggiate da tanti autori.

Foto Jo Parise

Quello fatto dalla Compagnia Teatro in testa è un lavoro originale della regista, che ha riscritto il testo, con l’aggiunta di personaggi con sfaccettature particolari. Oltre a questi, anche la scenografia che riprende i colori bianco e nero, non solo con la scacchiera ben visibile in terra, ma anche con le righe dei costumi che riprendono gli stessi colori della scacchiera, ma che rappresentano le sbarre delle nostre prigioni, come suggerisce la regista.

Un lavoro ben riuscito poiché lo spettacolo è stato seguito con attenzione mentre costumi e scenografia hanno riscosso l’approvazione degli spettatori. Due aspetti davvero interessanti e particolari che colgono l’attenzione e il plauso dello spettatore e non solo.

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Uno dei personaggi che ha colpito la nostra attenzione è la zia, Lady Bracknell, diventata magicamente tre, come Cerbero, le cui teste vivevano su un solo corpo. Altro personaggio interessante è quello di Algernon, interpretato da Roberta Pintus; salta sempre all’attenzione l’interpretazione di un personaggio maschile da parte di una donna e lei ne è stata all’altezza. Tra l’altro gli attori hanno presentato una buona interpretazione, misurandosi su un testo per nulla semplice, nel loro essere quasi tutti “amatoriali”.

Meritevole di elogi è il lavoro della regista e del team che ha messo su tutta la parte estetica dello spettacolo e un incoraggiamento agli attori, tra i quali si sono ammirati personaggi interessanti e attori che hanno messo in mostra una mimica attenta e ben studiata.

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