Pubblicato il: 13 Agosto 2019

Cati, il cortometraggio di Paola Tarantino diretto da Laura Nasoni – prima parte

In Cinemando con

Cati

Cati è stato un colpo di fulmine

Paola Tarantino ha ideato, scritto e prodotto un cortometraggio Cati, facendosi ispirare dal libro di Rossana Campo “Cati-una favola di potere”, la cui regia è curata da Laura Nasoni. In attesa di vederlo proiettare a qualche festival, sezione specializzata per i corti, ecc., abbiamo deciso di rivolgere alcune domande alla sceneggiatrice e alla regista, per conoscere meglio questo lavoro.

Prima di tutto abbiamo rivolto delle domande a Paola Tarantino, per scoprire cosa l’ha spinta a scrivere il suo primo corto cinematografico, poiché la conosciamo già come drammaturga e attrice di teatro.

Cati è una sceneggiatura dalle tante sfumature, chi ti ha ispirata?

Se ti piacciono i nostri articoli e le nostre interviste, seguici anche sul nostro canale Youtube

Prima di tutto voglio ringraziarti per questa intervista. Parlare più dettagliatamente di questo mio primo esperimento cinematografico mi riempie di entusiasmo. Cati è la prima sceneggiatura in cui mi sono cimentata: da quando scrivo ho sempre pensato al teatro, nonostante abbia fatto un percorso universitario letterario e cinematografico, con una specializzazione in Istituzioni di Regia, non mi sono mai soffermata sulla tecnica per scrivere una sceneggiatura. Ne ho lette tante negli anni, mai ne ho scritte. Ciò che è accaduto dopo aver letto “Cati-una favola di potere” di Rossana Campo, è stato necessario superare questo limite. In passato mi era balenata l’idea di scrivere una riduzione teatrale di alcuni romanzi del cuore, o leggendo le immagini scorrendo pagine, “farmi il film” e pensare che sarebbe stato bello vederlo al cinema: insomma l’arrivo di questo regalo da parte dell’autrice, ha avuto il potere, appunto, di lanciarmi in un esperimento di linguaggio che amo moltissimo ma che ho sempre vissuto da interprete o da studiosa. “Cati – una favola di potere” è la storia di un’adolescente incasinata, arrabbiata e senza punti di riferimento solidi ma soprattutto amorevoli, in cui confidare. L’unica era sua madre, ma muore poco dopo l’inizio del racconto. Suo padre non c’è mai stato, non si è mai assunto nessuna responsabilità di genitore e ora che sua madre non c’è più, lui è rientrato nella sua vita costringendola ad una convivenza forzata con la sua nuova compagna, una bellona tutta fitness e cibi sani che non vede che se stessa. Solo grazie all’incontro con Seraphine una strana barbona che proprio barbona non è, Cati scoprirà di essere molto di più di quello che crede. Ed è qui che inizia la vera avventura. Cati è stato un colpo di fulmine. Avevo iniziato a nutrire il desiderio di portare sempre di più il mio mestiere in una direzione precisa, quella del riconoscimento della bellezza al di là della bruttezza. Viviamo in un mondo durissimo, in cui le giovani donne come Cati camminano su strade lastricate di specchi, a volte piacevoli a volte deformanti, e l’immagine che ne deriva a volte può essere il riflesso di un’illusione, l’illusione di essere qualcosa o addirittura qualcuno, addirittura un altro da se, e invece ci si scontra sempre con chi si è profondamente, a volte è dura altre volte è la cosa più bella che possa capitare: scoprire di essere giuste, a posto e perfettamente dotate proprio così come si è. Di avere addirittura il potere di aiutare gli altri a scoprirsi e a scoprire questo “Incredibile” potere: che la vera vittoria è essere se stessi. Perciò si, hai ragione a vedere  tante sfumature, con colori scuri ma che sono, mi auspico, generatori di luce.

Cosa ti aspettavi mentre scrivevi il soggetto e cosa, invece, è uscito fuori?

Ciò che per prima cosa ho desiderato è rispettare l’essenza del romanzo, l’ho letto due volte e sempre tutto d’un fiato, ma sentivo, mentre ci pensavo nei giorni successivi e mentre scrivevo, di averne colto l’essenza. Cati mi chiamava, parlava alla Paola adolescente che voleva mangiarsi il mondo, che urlava dalle finestre della sua stanza in un quartiere dormitorio del profondo sud, ascoltando i Cure e fumando sigarette di nascosto, sognando di scappare e vivere viaggiando, alla ricerca di incontri straordinari. Spero che il risultato possa parlare alle adolescenti di ieri e di oggi come il romanzo è riuscito a fare con me.

Ci sono ragazze sensibili che spesso si perdono nel voler imitare altre persone, Cati somiglia a loro o c’è dell’altro?

La verità è che Cati si sente diversa dagli altri. Cerca di tessere legami, ha addirittura qualche amicizia, ma non riuscirà a sentirsi al proprio posto insieme a qualcuno fino a quando non capirà che per sentirsi normali una strada si trova sempre, anche a costo di accontentarsi, ma essere se stessi è una cima molto alta da raggiungere ed è la possibilità che tutti possiamo darci per incontrare il nostro vero destino.

Ti senti un po’ Cati o più la mamma, visto che lo hai scritto?

Mi sento un po’ entrambe, ma mi sento tanto anche Seraphine. Sento come artista il compito di accendere lucette, creare spiragli, senza pretese o l’arroganza di dare risposte (quali risposte poi? Per carità) ma con il desiderio di domandarmi sempre “come andrebbe se questo personaggio imboccasse questa strada? Che accadrebbe se le persone si dicessero questo? Come andrebbe questa situazione se fossero loro e non altri?” Insomma mi sento Seraphine perché rappresenta una guida nel campo delle possibilità, e questo è un potere che mi piacerebbe sviluppare moltissimo.

Di questo cortometraggio non sei solo la sceneggiatrice, ma figuri in più vesti, come quella di produttrice, come vivi anche queste “responsabilità”?

Non è stato affatto facile, soprattutto in un progetto totalmente indipendenti come questo. Ma è quello che volevo e ci ho messo tutta la cura che potevo per far sentire cast artistico e tecnico a proprio agio e pronto per poter lavorare al meglio di una disponibilità economica minima.  Gli altri ruoli sono stati svolti con la gioia e il desiderio di fare un piccolo film con senso. Ad appoggiare la mia idea fin dall’inizio e a condividere tutto il percorso c’è stata Laura, con la quale oltre che sul lavoro, condividiamo una profonda amicizia. Spero con tutto il cuore che l’uscita futura del corto ripaghi gli sforzi di tutte noi. Orgogliosamente TuttE. Già, perché il cast è totalmente al femminile, tranne il caro Alessio Ceccarelli che ci ha supportate e sopportate con le cuffie e con il boom.

(Leggi anche l’articolo con l’intervista a Laura Nasoni sul cortometraggio Cati)

Condividi i nostri articoli sui tuoi social

You may also read!

Nel capoluogo partenopeo la rassegna Mamma Napoli

Rassegna Teatrale Mamma Napoli L’estate napoletana presenta la Rassegna Teatrale Mamma Napoli, presso il Complesso Monumentale del Chiostro di San

Read More...
Collateral Identity

A Trani la mostra Collateral Identity sull’identità

mettere ordine nel caos dell’identità Sabato 24 agosto sarà inaugurata a Trani, presso la saletta delle esposizioni di Palazzo Palmieri,

Read More...
teatro caesar

Assegnato il Premio Caesar alla carriera 2019

Premio Caesar alla carriera Sesto anno per il Premio Caesar alla carriera che viene assegnato ad artisti che si sono

Read More...

Mobile Sliding Menu

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Privacy –   Cookie policy

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, si prega di abilitare i cookie: fai clic qui per aprire le tue preferenze sui cookie