Caligola Homme Absurde e Homme Révolté

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CALIGOLA

Homme Absurde e Homme Révolté

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da Svetonio e Camus

in coproduzione con Teatri di Pietra

drammaturgia Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti

regia e coreografia Aurelio Gatti

musica originale Lucrezio de Seta

scena e costumi Capannone Moliere

con Carlotta Bruni, Luna Marongiu, Rosa Merlino, Elisabetta Ventura, Vittoria Faro, Cinzia Maccagnano e Sebastiano Tringali

9 Luglio 2017

Visita ore 20,15

Spettacolo ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

…Ma non sono pazzo e posso dire perfino di non essere mai stato così ragionevole come ora. Semplicemente mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile. Le cose così come sono non mi sembrano soddisfacenti. […] E’ vero‚ ma non lo sapevo prima. Adesso lo so. Questo mondo così com’è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna‚ o della felicità o dell’immortalità‚ di qualcosa che sia demente forse‚ ma che non sia di questo mondo.

Dal “Caligola” opera teatrale di Albert Camus‚ elaborato in diverse versioni dal 1937 al 1958.

Camus lavorò a questo testo, incentrato sul delirio del potere e rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1945, nel corso di vent’anni – dal 1937 fino alla versione “definitiva” pubblicata nel 1958. La rielaborazione fu profonda: le tre stesure definitive presentano rilevanti differenze. Nella versione del 1941 acquistano rilievo i personaggi dello schiavo Elicone e del letterato Cherea‚ filosofo materialista che fa da antagonista allo stesso imperatore.

L’opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell’imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con un difetto: amava troppo la letteratura. La narrazione di Camus è molto veloce come la trasformazione dell’imperatore…Caligola è in preda alla pazzia ma con i suoi comportamenti influenza e mette nella condizione di interrogarsi: costringe a pensare, mette in pericolo la normalità…il dramma di Camus si conclude con il discorso in cui Caligola comprende che la felicità è irraggiungibile, ma anche il dolore non ha senso perché nulla dura in eterno.

In questa sintesi la libertà è il non essere più soggetto ai ricordi o alle illusioni‚ ma anche la consapevolezza del “vuoto”: Caligola si rende conto di essere vuoto‚ di non possedere niente‚ nemmeno la paura della morte dura molto e ciò che gli resta‚ come dice lui stesso‚ è solo “un grande buco vuoto nel quale si agitano le ombre delle mie passioni”.

La messinscena in forma di danza teatro, è scabra e tutta al femminile: Caligola, interpretato da Cinzia Maccagnano (in doppio con la figura della sorella/amante Drusilla),  Scipione (il giovane poeta innamorato di Caligola), due soldati/guardie, quasi amazzoni (Carlotta Bruni e Rosa Merlino) e la devota e sacrificata sposa Cesonia (Luna Marongiu). Sebastiano Tringali, unica presenza maschile, veste i panni di Cherea (il senatore/filosofo che guida la congiura contro Caligola). Quindi sei donne e un uomo: le prime incarnano la dinamica, la passione, la necessità di cambiamento, la determinazione (seppure sfigurata e paradossale come quella di Caligola); il secondo è la staticità della forma, l’aspirazione ad una vita “felice” seppure tra mille compromissioni e un subordine costante ad un ordine sempre più estraneo…Comunque Caligola non è – né si può ridurre – alla “evidente” rappresentazione del potere…molti temi, come quello della libertà, della dignità dell’uomo e della persona, il rischio dell’omologazione sociale decontestualizzati dal periodo storico dell’autore, diventano qualcosa di più che una riflessione sul malessere contemporaneo… un grido lacerante e un Je t’accuse, anche se proviene da un palazzo di marmo piuttosto che da una baracca da casba.

Evidenza sensibile ed evocativa a sottolineare parola e azione è la musica di Lucrezio de Seta, non colonna sonora ma altro personaggio: folla, senato e fin’anco luna.

Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Soprintendenza Speciale Archeologica , Belle Arti e Paesaggio  di Roma

Regione Lazio – Assessorato alla Cultura

Ente Regionale Parco di Veio

Comune di Roma – XV Municipio

Città  di Sutri

TEATRI DI PIETRA LAZIO 2017

Ideazione e Realizzazione

Pentagono Produzioni Associate e Circuito Danza Lazio

nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra

Ingresso 12 euro

Ridotto 8 euro: convenzionati/associazioni/studenti

Info & Prenotazioni:

teatridipietra@gmail.com / whatsapp 333 709 7449//

FB teatridipietra /  teatridipietra.blogspot.it/

biglietti online: www.etes.it

UFFICIO STAMPA

Alma Daddario & Nicoletta Chiorri

segreteria@eventsandevents.it

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