Buon compleanno Robert

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Robert Redford
Robert Redford

Ottant’anni di Robert Redford, del ragazzo affascinante, del boy con il sorriso da gentleman, dell’inguaribile romantico, dell’uomo che ha fatto e fa innamorare ancora le donne. Ebbene sì, il “Grande Robert” compie ottant’anni, anche se al cinema lui ne avrà sempre di meno. Nei suoi tanti personaggi, quelli che hanno ammaliato le donne, ci sono uomini dalla pelle dura ma che sanno essere romantici, elegante ma semplice.

Un miscuglio di sfaccettature che l’hanno reso un’icona dai primi film, fino ad oggi dove è considerato un “mostro sacro” della cinematografia e che gli hanno permesso di recitare accanto ad altri attori e attrici di tutto rispetto. “Il grande Gatsby”, “La stangata”, “Come eravamo”, “I tre giorni del condor”, “Tutti gli uomini del presidente”, per arrivare ai più recenti, per alcuni dei quali ha firmato anche la regia, come “In mezzo scorre il fiume”, “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, “Leoni per agnelli” in quest’ultimo dirige Meryl Streep. Sono solo alcuni dei titoli di maggior successo che hanno reso la vita di Redford straordinaria e che lo hanno visto protagonista anche nei premi più importanti del cinema mondiale facendogli assegnare un Oscar come miglior regista per “Gente comune” e un secondo alla carriera.

Lui, il semplice attore nato a Santa Monica e con origini irlandesi che lascia gli studi per seguire la sua passione per l’arte e si ritrova a fare l’attore, e che attore. Diviene così bravo che ogni parte gli calza a pennello, tranne, forse, quella del cattivo, dove il suo pubblico non riesce proprio a collocarlo. Importante la sua amicizia con Sidney Pollak, con cui recita o si fa dirigere e che condivide il suo stesso impegno sociale.

Sì perché Robert Redford non è solo un attore bello e bravo, ma anche un uomo impegnato nella vita sociale, politica e per i giovani. Non a caso, sempre più spesso, l’attore americano non lesina frecciatine al mondo politico attuale, affermando che “Ogni generazione ha la possibilità di diventare guida del proprio tempo. Mi rattrista vedere che la mia sia così corrotta da non cogliere quest’opportunità che poi è anche un dovere che abbiamo rispetto ai giovani di oggi: dovremmo lasciare in eredità qualcosa di buono piuttosto che un mondo che sta marcendo“, una dichiarazione forte, resa dal regista nel 2006, quando era venuto al Festival del cinema di Venezia per presentare il suo “The company you keep” un thriller politico.

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