Bitch! Un format di improvvisazione “trasgressivo, oltraggioso e spudorato”

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Uno spettacolo che lascia a bocca aperta e che invita a tornare nel “bordello francese

Gli incontri con l’improvvisazione sono sempre ricchi di spunti e di imprevedibilità. Certo, fare dell’improvvisazione uno spettacolo, richiede una continua ricerca e studio di ciò che può avvenire con il tempo.

Bitch! Scegli-Compra-Godi ovvero l’inaspettato, andato in scena alle Carrozzerie N.O.T. è uno spettacolo che non ti aspetteresti e che catapulta lo spettatore in un mondo particolare, quello delle case di tolleranza, dove i freni diventano inibitori e la partecipazione un gioco. Non a caso, viene definito “trasgressivo, oltraggioso e spudorato”. I protagonisti di questo format sono Fabrizio Aloisi, Licia Amendola, Silvia Cox, Gloria Giovannelli, Andrea Laviola, Pamela Losacco, Marco Masi, Fulvio Maura, Simona Pettinari, Giulia Scarpino, Emanuele Vasta, e con Francesca Targa, per la regia di Luca Bovenzi, le musiche di Alessio Granato e Riccardo Bellomo, allestimento scenico di Antonella Bozzi, costumi di Anthony Rosa e Bottega Coupe de Theatre, luci di Matteo Antonucci e Claudio Filardi.

La location, infatti, si sposta in un bordello francese dei primi del ‘900, dove la maîtresse offre ai suoi spettatori donne e uomini che si vendono per il piacere del pubblico. L’ambiente è fedelmente ricostruito. Il foyer si trasforma: luci soffuse delicate, ci riportano in un ambiente segreto, tenuto nascosto dalle luci e dal mondo esterno; per il locale girano alcune ragazze in abiti succinti che offrono da bere, chiacchierano, ammiccano, salutano i visitatori. Le voci sono ovattate, si mantengono basse con naturalezza, mentre un pianista accompagna il tutto attraverso la musica. Mentre si aspetta, si riflette sui gadget che vengono consegnati: monete, matita e brochure. Lo spettatore che divine protagonista in modo deciso, perché è lui ad “acquistare il suo personaggio preferito ed è sempre lui ad eleggerlo vincitore”.

Quello che si presenta come spettacolo, infatti, è una gara di improvvisazione tra dodici improvvisatori, nelle prime due serate. Una gara che serve ad eleggere il migliore, o i migliori, tra le performance che presentano al pubblico. Due serate sei finalisti, in quella che si presenta come la gara più improvvisata della stagione. Gli argomenti sono i più svariati e senza limiti. Anche gli attori in gara indossano abiti particolari, riconducibili a personaggi storici, con un’importante sex appeal e che giocano anche su questo.

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Uno spettacolo che la maîtresse rende ancora più “piccante” ponendo domande precise al pubblico, che risponde lasciandosi coinvolgere volentieri nella storia.

Un nuovo interessante spettacolo, tutto da vivere e da ammirare. L’ingresso in quello che è un “bordello” dei primi del Novecento, lo rende particolare e trasgressivo, quel pizzico che serve. Certo, comprendi esattamente dove ti trovi, ma la magia del vedo non vedo, del conosco o meno, aumenta le aspettative del pubblico. Si canta, si ascoltano brevi discorsi e si vedono esibizioni di ottimi artisti. Senza dimenticare la musica rigorosamente improvvisata.

Avendo assistito alla sola finale, devo dire che gli artisti arrivati fino a quel punto hanno dato dimostrazione di coinvolgimento, destrezza con parole e testo. Bravi davvero gli attori, bellissima la scenografia, con i suoi veli, il suo soffuso ambiente, i vestiti.

Uno spettacolo che lascia a bocca aperta e che invita a tornare nel “bordello francese”. A vincere quella che speriamo sia la prima di una lunghe serie di gare, con lo stesso stile, la stesse modalità, è stato Fulvio Maura, che, a parere del pubblico presente, ha dimostrato una grande capacità di improvvisazione, oltre che interpretativa.

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