Big, il grande film degli anni ‘80

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La voglia di diventare grandi, di poter svolgere un lavoro che ci soddisfi, di poter fare quello che ci piace, di costruirsi una casa, un mondo a misura di “bambino grande” è il sogno di ogni ragazzino o ragazzina. Immaginate di essere ancora ragazzini, con la voglia di giocare tutto il tempo, evitare la scuola, poter andare a letto tardi, giocare e divertirvi tutto il tempo. Un sogno che ci portiamo dietro da bambini, una casa a misura di bambino grande, un modo per non perdere il fanciullo che è in noi, l’anima innocente che ci aiuta a librarci tra i monotoni “corri corri” della vita frenetica degli adulti.

È quel particolare di vita che si distingue per molti, mentre alcune persone ti relegano nella categoria dei Peter Pan, di quei ragazzi che non maturano mai, eppure, spesso, sono proprio i ragazzi ad essere più maturi degli adulti.

Questo sogno, che genera un insieme di equivoci, di desideri, è stato, negli anni, rappresentato più volte al cinema. Una delle pellicole di maggior successo americane è Big, film del 1988, diretto da Penny Marshall con un giovanissimo, per l’epoca, ma bravissimo Tom Hanks, con Elizabeth Perkins nel ruolo di Susan, Robert Loggia in quello di MacMillan e John Heard.

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Josh Baskin è un dodicenne che vive a New York, innamorato di una ragazza più grande di lui, Cynthia. Naturalmente non è considerato dalla ragazza e, come tanti ragazzini, pensa che la sua vita sia un disastro. Un giorno, mentre sta al luna park e dopo aver fatto l’ennesima figuraccia dinanzi alla sua amata, passa vicino alla macchina del mago Zoltar ed esprime il desiderio di diventare grande. Il mattino dopo si risveglia cambiato: ora ha le sembianze di un trentenne. Costretto a fuggire di casa perché scambiato per un criminale, chiede aiuto al suo miglior amico Billy e insieme a lui comincia ad affrontare la sua nuova vita. Deve lavorare per guadagnare i soldi che gli permettono di prendere in affitto un appartamento, naturalmente arredato con tutti i migliori giochi, andare al ristorante, uscire a giocare con l’amico.

Il suo aspetto, unito alle caratteristiche di giovanissimo teenager, lo portano ad essere una persona molto interessante, tanto da diventare un punto di riferimento per il suo capo, ma anche per una delle sue colleghe, che comincia a frequentare anche negli aspetti “da adulto”. Ma Josh dentro di se è ancora un ragazzino legato molto alla madre tanto da scriverle ogni tanto o telefonarle, per ascoltare la sua voce. Ma è anche un ragazzino in un corpo da adulto che deve convivere con le tante diversità che questo implica.

Il film ha permesso a Tom Hanks di ricevere il Golden Globe nel 1989 come miglior attore in un film commedia o musicale, oltre alla personale nomination agli oscar come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale. L’attore coglie il senso e le emozioni di un tredicenne, ma è anche sapientemente diretto. Una delle scene più famose, ma soprattutto belle e divertenti, di questo film è il balletto che Josh e il suo capo fanno su una grande tastiera musicale.

Il film somiglia molto all’italiano “Da grande”, con Renato Pozzetto e diretto da Franco Amurri nel 1987, tanto da pensare a un plagio, ma le due pellicole sono uscite nelle sale a distanza di sei mesi, insomma, non ci sarebbero stati i tempi tecnici per scrivere, girare e montare il film americano.

Nonostante ciò Big resta uno dei migliori film girati negli anni ’80, un modo per vivere tra realtà e fantasia, tra sogno e concretezza.

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