A Recuiem il premio ASFF 2014

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Si è svolto il 15 e 16 novembre al Maxxi Museo delle arti del XXI secolo di Roma l’AS Film Festival 2014 organizzato da ragazzi con sindrome di Asperger, con la direzione artistica di Giuseppe Cacace.

Questo seconda edizione ha visto un impegno maggiore da parte degli organizzatori, poiché la prima aveva vinto il Premio come miglior Festival italiano esordiente. Ci si aspettava di tutto, maggior impegno, qualcosa di più grande e che fosse anche cool. Alla fine non è stato facile, ma gli organizzatori sono riusciti a regalare un Festival impegnato ed emozionante.

Due giornate dedicate alla manifestazione, svoltesi nella cornice del Museo Maxxi di Roma, per un week end all’insegna delle opere cinematografiche e non solo. Sicuramente il Festival si è allargato, ampliando le sue visioni e i generi, oltre agli argomenti.

Ospite d’eccezione della manifestazione l’attore Nicola Nocella, interprete del corto “Omero bello di nonna” di Marco Chierini.  Solo 12 minuti per raccontare il mondo popolato da figure fantastiche di chi vive la condizione autistica. Questo corto ha permesso all’attore di vincere il suo secondo Nastro d’argento nel 2011. L’attore si è prestato anche alla lettura della favola L’unicorno triste, che racconta ai bambini com’è l’autismo.

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Sono stati 49 i corti o i lunghi provenienti da tutto il mondo. I cortometraggi in concorso sono stati 21, mentre i premi sono stati due, assegnati da due giurie differenti.

La prima giuria, composta da Glauco Almonte (Est Film Festival), Guido Max Calanca (Cinemavvenire), Francesco Castracane (cineclub Zero in Condotta), Stella Cutigni (video designer), Morteza Khalegi (vincitore ASFF 2013), Andrea Marziano (Circolo Dal Verme), Marco Mastino (Cinemautismo), Domitilla Pattumelli (video designer), Maria Cristina Taranto (project manager Rai, Direzione web) che ha assegnato il premio ASFF 2014 a “Recuiem” del 2013 di Valentina Carnelutti. Un corto di 20’ che racconta di due fratelli, Leo e Annetta che una mattina si svegliano, fanno colazione, giocano aspettando che la loro mamma si svegli.

Bella la motivazione con la quale è stato assegnato il premio, che cita esattamente: “Per la straordinaria sensibilità dimostrata nel raccontare uno spaccato familiare alle prese con un evento tanto straziante quanto “normale”. Recuiem è una favolosa e preziosa testimonianza su un tema spesso allontanato dai nostri occhi o rappresentato in modo scontato e banale, valorizzato dal grande lavoro con (e su) lo sguardo dei bambini.”

A questo corto è stato assegnato anche il premio del pubblico, aggiunto in corso d’opera e che ha visto un alto gradimento per l’opera della giovane regista. La regista Carnelutti ha ringraziato tutti, soprattutto per l’umanità con la quale i registi sono stati accolti al Festival, cosa che “in altri Festival italiani non avviene”.

Una menzione speciale è stata assegnata anche al corto “Cratta” di Fausto Romano, dove tra bar e chiesa si contendono le storie di un piccolo paese, seguendo le indicazioni della giuria che recitano: “per l’originalità del linguaggio narrativo utilizzato e per aver coraggiosamente sperimentato un diverso approccio al genere.”

La seconda giuria formata da Gian Mario Gillio (direttore Confronti), Giuliano Montaldo (regista, sceneggiatore), Santo Della Volpe (giornalista), Andrea Purgatori (giornalista, sceneggiatore), Rocco Luigi Mangiavillano (educatore, fotografo), Stefania Sarallo (redattrice Confronti), Daniela Mazzarella (grafica Confronti), ha assegnato il premio Confronti al corto “Alle corde” di Andrea Simonetti. Il film racconta di Cosimo, trent’anni, che vive con il padre a Taranto, dove l’uomo è indebitato a causa del gioco e il figlio, talentuoso pugile, lavora all’ILVA per pagare i debiti del padre. La motivazione espressa dalla giuria, afferma: “Per la sua capacità di rappresentare un contesto sociale complesso, lacerato e duramente messo alla prova, all’interno del quale i tentativi di riscatto sociale e personale si rincorrono; per essere riuscito a delinearne i contorni attraverso la lente dei rapporti interpersonali più intimi e profondi in modo toccante e tuttavia con un linguaggio asciutto.”

La stessa giuria ha assegnato anche una menzione speciale a “Sexy Shopping” di Adam Selo e Antonio Benedetto, la storia è quella di un bengalese, munito di telecamera nascosta, che racconta alla moglie lontana la sua vita in Italia. Anche qui la giuria si è espressa affermando: “Per il tema e lo spirito con il quale viene descritta una storia di lontananza e di lavoro, di entusiasmo per la vita e malinconia per la distanza dalla propria famiglia. Una storia d’immigrazione, ma anche di onestà e di sincerità, raccontata con allegria e voglia di solidarietà, con spirito creativo e una grazia del racconto che nella sua semplicità entra nei due temi più attuali di questo momento italiano: il lavoro che non c’è e l’ immigrazione come realtà sociale, entrambi visti da una angolatura particolare e ricca di umanità.”

Quest’anno per la prima volta, è stata organizzata anche una sezione animazione internazionale, denominata Animation Now! In questa dobbiamo segnalare la toccante presentazione del video di animazione “Valentine”, di Mattia Francesco Laviosa, che racconta la divertente giornata di una bambina al mare, con un risvolto interessante e dolcissimo.

Una sezione è stata dedicata allo spettro acustico, dal titolo Ragionevolmente differenti dove si sono alternati video e documentari che raccontano di autismo, oltre ad un focus sul cinema dedicato al sociale, dove grazie alla collaborazione della rivista Confronti, si è parlato di frontiere e immigrazione oltre al caso dell’ILVA di Taranto tra diritto al lavoro e diritto alla salute.

Uno spazio è stato offerto ad artisti internazionali attraverso una ventina di poster creati da artisti che si riconoscono nella condizione autistica. Per il prossimo Festival si prospetta anche una mostra parallela per artisti di grande talento che si sono scoperti in questa edizione.

Il festival non ha assegnato solo premi. Tantissimi sono stati i corti che hanno evidenziato difficoltà sociali e condizioni precarie dei cittadini. Si è parlato di droga, di case occupate, di povertà, di difficoltà economiche. Nella sfera dedicata alla sezione Ragionevolmente differenti,è stato proiettato un documentario girato in Argentina che racconta le esperienze di quel paese con soggetti affetti da autismo. Il documentario, girato da Selene Colombo, dal titolo “Ocho Pasos Adelande” che pone l’attenzione nella possibilità di una diagnosi precoce per ciò che riguarda lo spettro autistico, cosa che accade a Buenos Aires e in altri paesi, non in Italia. Dall’impegno della regista, dell’Associazione Culturale Pediatri, dell’Istituto Superiore della Sanità e lo Studio legale Jacobacci è partito un progetto finalizzato alla formazione di pediatri, funzionari ed educatori di asili nido sui campanelli di allarme dei disturbi dello spettro autistico, visibili già nei primi due anni di età.

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